Scuola, i soliti rappezzamenti dell’ultim’ora.

Fonte.

» 2009-09-03 15:01
Scuola: ok Cdm a intesa precari
Garantiti indennita’ di disoccupazione e accesso a supplenze
(ANSA) – ROMA, 3 SET – Il Consiglio dei ministri ha dato via libera a un’intesa per tutelare gli insegnanti precari annuali.’Abbiamo proposto una norma di legge che verra’ inserita in un decreto legge ad hoc o nel cosiddetto decreto Ronchi sui supplenti annuali’, ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. ‘A questi lavoratori’, ha continuato, ‘verra’ garantita un’indennita’ di disoccupazione e una via preferenziale per l’accesso alle supplenze brevi’.

Lasciare libera alla fantasia di ognuno l’interpretazione di ciò che lo Stato dice ai propri cittadini è uso ormai consolidato.

Chi saranno i supplenti annuali?

Che cosa sarà questa via preferenziale per l’accesso alle supplenze brevi? Tutto fa presupporre che non si sappia molto del comparto Scuola.

Tanto valeva che lo Stato, nella fattispecie il MIUR, si rendesse conto dello strafalcione scritto nella nota protocollare AOODGPER. 12360, che qui appresso si riporta.


CONFERIMENTO DI ORE DI INSEGNAMENTO PARI O INFERIORI A 6 ORE SETTIMANALI

Ai sensi dell’art.1, comma 4, del Regolamento le ore di insegnamento, pari o inferiori a 6 ore settimanali, che non  concorrono a costituire cattedre o posti orario non fanno parte del piano di disponibilità provinciale da ricoprire in base allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, ma restano nella competenza dell’istituzione scolastica ove si verifica la disponibilità di tali spezzoni di insegnamento.
La predetta istituzione scolastica provvede alla copertura delle ore di insegnamento in questione secondo le disposizioni di cui al comma 4 dell’art.22 della Legge Finanziaria 28 dicembre 2001, n.448, attribuendole, col loro consenso, ai docenti in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi, prioritariamente al personale con contratto a tempo determinato avente titolo al completamento di orario e, successivamente al personale con contratto ad orario completo – prima al personale con contratto a tempo indeterminato, poi al personale con contratto a tempo determinato – fino al limite di 24 ore settimanali come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo.
Solo in subordine a tali attribuzioni, nei casi in cui rimangano ore che non sia stato possibile assegnare al personale in servizio nella scuola, i dirigenti scolastici provvederanno all’assunzione di nuovi supplenti utilizzando le graduatorie di istituto.


ripresa dal D.M. del 13 giugno 2007 (f.to IL MINISTRO Giuseppe Fioroni) . Si legge, art.1 comma 4 che:


ARTICOLO 1
(Disponibilità di posti e tipologia di supplenze)
  1. …omissis…
    1. …omissis…
    2. …omissis…
    3. …omissis…
  2. …omissis…
  3. …omissis…
  4. Per le ore di insegnamento pari o inferiori a 6 ore settimanali che non concorrono a costituire cattedre o posti orario, si dà luogo, in applicazione del comma 4 dell’articolo 22 della legge finanziaria 28 dicembre 2001, n. 448, all’attribuzione, con il consenso degli interessati,dei citati spezzoni ai docenti in servizio nella scuola, in possesso di specifica abilitazione, come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo, fino ad un massimo di 24 ore settimanali.

anche se di diverso indirizzo politico; difatti, vengono fatte risalire alle disposizioni di cui al comma 4 dell’art.22 della Legge Finanziaria 28 dicembre 2001, n.448, dalle quali, ricorsivamente, si può dire che le abbia prese il Ministro Fioroni.

Sul punto in esame, cioè l’assegnazione a personale già in servizio, sia esso di ruolo oppure precario, degli spezzoni d’orario pari o inferiori settimanali, occorre precisare quanto sia addentro alle tematiche della Scuola il MIUR in persona; a tale proposito, è pur vero che ha cercato di contenere, in realtà ha ridotto con la scure indiscriminatamente, le spese nel comparto Scuola, dirottando altrove i sette miliardi e 800 milioni di euro in quattro anni, ma con l’altra mano non si accorge che le ore aggiuntive che rivolge ai docenti di ruolo comportano il pagamento di una indennità a questi ultimi, indennità che non ha voluto pagare se non attraverso ricorsi.

Leggendo il post Scuole, per risparmiare si finisce per spendere di più, si capisce che cosa voglia dire razionalizzare le spese, o buon senso nella spesa pubblica.
A ciò bisogna aggiungere un fattore non secondario, anzi forgiante del buon senso nella spesa pubblica, che diventa così obbligatorio da mettere in pratica: la crisi economica in atto. Il fattore della crisi economica in atto non può essere dimenticato: è diventato parte della nostra vita quotidiana, riducendo i consumi nelle bollette di luce, acqua e gas e anche al supermercato; si è anche anche allungata la durata della cassa integrazione. Per coloro che hanno perso il lavoro dal settembre 2008 vi sono alcuni ammortizzatori in atto, per coloro che si introducono nel mondo del lavoro -anche in quelle situazioni ove cambiano tipologia di lavoro- nulla è stato fatto. Analogamente il Bonus Famiglia, che viene pagato attraverso i sostotuti di imposta oppure rimandato alle calende greche in caso che sia la stessa Agenzia delle Entrate (non funziona tanto bene come Agenzia delle Uscite) a inviare l’assegno a casa oppure sul conto corrente direttamente. Si spera che non si intenda per supplenti annuali quei docenti precari che l’anno scorso hanno lavorato, bensì tutti coloro che, a torto o a ragione abilitati da concorsi abilitanti a numero chiuso (perché non si vogliono creare disoccupati, a loro dire), sono a titolo riconosciuto inseriti nelle GaE.

Si diceva della via preferenziale per l’accesso alle supplenze. Non si vuole riferirsi al motto tanto in voga nei decenni precedenti, lavorare meno lavorare tutti, bensì evitare che si possa dire che tutti statisticamente mangiano un pollo a testa quando la metà ne mangia due e l’altra metà non ne mangia: perché non attribuire gli spezzoni d’orario prima a coloro che sono rimasti esclusi da una proposta di lavoro vista l’esigua disponibilità di posti nelle scuole -primo complice il MIUR nel diramare un aumento del numero di studenti per classe sempre a motivo di contenimento spese- invece di attribuirli al personale docente che ha già la cattedra completa?

La notizia ANSA riporta il termine garantiti: abracadabra, ma se non vi sono margini per supplenze, che cosa si garantisce? Sperare che parte della popolazione docente si prenda l’influenza suina H1N1?


Vai alla HOMEPAGE


 

Scuola, i soliti rappezzamenti dell’ultim’ora.ultima modifica: 2009-09-03T18:08:00+02:00da blog2blog
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento