La crisi è passata, ci dicono.

Fonte.

Economia

Sulle ragioni della scelta al primo posto c’è proprio il costo contenuto

Crisi, sempre più ‘scatolette’ nel carrello della spesa: le sceglie una famiglia su due

cibo_scatola_web--400x300.jpgultimo aggiornamento: 06 giugno, ore 07:48
Roma – (Adnkronos/Ign) – Dalla carne al tonno, passando per piatti pronti come le insalatissime (10%) e i sughi (9%), cambiano le abitudini di acquisto degli italiani. E il risparmio a volte può arrivare a oltre il 45%.
Roma, 6 giu. – (Adnkronos/Ign) – Cambiano le abitudini alimentari degli italiani, sempre più ‘scatolette’ nel carrello della spesa. A preferirle sono soprattutto le famiglie 58% e i giovani 31%, ma anche gli anziani intenti a far quadrare la propria pensione. E’ quanto emerge da una ricerca commissionata da Anfima (Associazione nazionale fra i fabbricanti di imballaggi metallici ed affini) e condotta da Linkom Research su un campione di 1.000 uomini e donne in Italia, che verrà presentata il prossimo 12 Giugno in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione Anfima.
Se la crisi incalza, infatti, e per il 2009 l’Adusbef prevede un aggravio sulla spesa alimentare di ben 564 euro all’anno, gli italiani la prendono in contropiede e modificano le loro abitudini d’acquisto. A partire dalla scelta di tempi e luoghi: Il 43% degli intervistati, infatti, opta per i grandi supermercati, il 37% per i discount, e solo il 14% resta fedele alla bottega sotto casa. Spesa settimanale per il 51% degli italiani, addirittura ogni quindici giorni per un altro 24%, mentre appena il 12% dichiara di fare i propri acquisti giorno per giorno. Per il 48% degli intervistati si tratta di una questione di tempo, che fa preferire le ‘spedizioni’ una tantum alla spesa giornaliera. Per un altro 37%, invece, la scelta è sul fronte del risparmio di benzina per spostarsi verso i centri più convenienti, spesso non vicini a casa. E allora, è giocoforza che se si bada più al contenuto che all’aspetto del contenitore la scelta ricade su prodotti pronti, economici e a lunga scadenza come le conserve in scatola. Il 56% degli intervistati, infatti, dichiara di preferirli ai cibi freschi. Sulle ragioni della scelta, gli italiani hanno le idee chiare: al primo posto c’è proprio il costo contenuto (39%), al secondo la durata maggiore degli alimenti (31%), per finire con la praticità di piatti pronti per il consumo (26%). Quanto alla scelta, la lotta sembra impari. Il 52% degli intervistati, infatti, in tempi di crisi punta sulle scatolette, mentre il 28% si dirige al banco dei surgelati, e solo 16% sceglie cibi elaborati cosiddetti ‘ricettati’. Anche qui i motivi della scelta sono chiari: secondo il 42%, infatti, i cibi in scatola sono sicuri e di qualità e consentono di avere in dispensa sempre una scorta pronta, mentre per un altro 35% sono più economici rispetto ai corrispettivi contenuti in tetrapak, vetro o ai prodotti freschi. E il risparmio a volte puo’ arrivare a oltre il 45% come nel caso del tonno in scatola rispetto al suo omologo in vetro, o dei piselli con differenze di prezzo dai 2,00 ai 3,40 euro al Kg a seconda del tipo di imballaggio. Ma c’è anche un 21%, che ne fa una scelta di valore ambientale: le scatolette sono infatti imballaggi ecosostenibili a impatto ambientale pressoché nullo essendo completamente riciclabili. Una scelta confermata dai dati del Consorzio Nazionale per il riciclo e il Recupero degli imballaggi in acciaio. Secondo il Cna, infatti, nell’ultimo anno quasi il 70% delle scatolette in acciaio immessi sul mercato sono stati avviati al riciclo, coinvolgendo nella raccolta differenziata il 78% degli italiani (43 milioni) sparsi in oltre 5.000 comuni. Tra i prodotti in scatola più gettonati in questi mesi sicuramente il tonno con il 22%, tallonato dai pomodori pelati (20%) e legumi (19%). Ma nella lista anche new entry che parlano di un vera e propria rivoluzione dei consumi: dalla carne (11%) passando per piatti pronti come le insalatissime (10%) e i sughi (9%), il cambiamento dei gusti, tra l’altro è confermato dai dati industriali. Secondo il presidente di Anfima, Lorenzo Pagani, “a seguito della crisi internazionale negli ultimi sei mesi abbiamo registrato, una contrazione sul fronte della produzione degli imballaggi metallici industriali e aumenti del costo della materia prima, ma siamo fiduciosi che sul fronte delle conserve alimentari, gli italiani con la crisi, apprezzeranno sempre di più le doti di sicurezza igienicità ed economicità delle scatolette”. Lo ‘sdoganamento’ della scatoletta è stato sancito anche dai grandi chef ‘stellati’ come Moreno Cedroni che nel suo atelier del gusto propone le sue creazioni migliori in versione inscatolata. Ovviamente, le scatolette firmate dai grandi cuochi non sono a buon mercato, ma rispetto a una cena al ristorante, la scatoletta seppur griffata e di lusso è di certo più economica.

O almeno così vogliono far credere. La scuola offre meno istruzione e meno istruzione comporta l’assenza di autocritica per ognuno a valutare, giudicare, rigettare, rivedere i nostri pensieri sull’operato e sulle parole dei nostri interlocutori quotidiani.

Autocritica s. f. critica di sé stessi e del proprio operato | (pol.) fare l’autocritica.

da non confondere con

Critica s. f. 3 giudizio malevolo, sfavorevole; biasimo:

Nel frattempo, della misura anti-crisi, di cui hanno solo paventato di pensarci, con la quale tassare, almeno una tantum, gli stipendi più alti, onorevoli parlamentari inclusi pronti a farlo, nessuna notizia.

Nel frattempo, a inizi di giugno, si aspetta ancora che venga onorata una domanda Bonus Famiglia inoltrata a metà febbraio.

La crisi è passata, ci dicono.ultima modifica: 2009-06-06T11:17:00+02:00da blog2blog
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