Scarpe Made in Italy, attenzione al retro delle scatole.

29 maggio 2009, una bella giornata per fare shopping

shopping s. m. invar. l’andare in giro per negozi, per fare acquisti

un paio di scarpe per la nostra bambina. Quale occasione migliore che girare tra le conosciute aziende delle Marche? Dopo tanta pubblicità sul vero Made in Italy vista in tv in questi mesi di crisi economica, finalmente.

Si risparmia, è vero; la qualità è buona: cuoio e design italiano, un binomio di tutto rispetto. Aziende con personale italiano di tradizione italiana. Dopo un paio di negozi, siamo entrati in uno che esponeva una vasta gamma di scarpe Melania.


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L’etichetta interna alla scatola recita:

Le calzature Melania sono realizzate con materiali e pellami atossici, antibatterici, accuratamente selezionati e testati secondo le normative CE.

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E vorrei anche vedere se qualcuno scrivesse il contrario! La prescrive la legge questa dicitura da apporre obbligatoriamente su ogni paio di scarpe prodotte? Ah, sì? e chi controlla le migliaia di scarpe prodotte? Ma sì, si prende un campione, ovviamente…meglio se questo campione lo fornisce direttamente il produttore…
Al pari di un produttore di vino che vi dicesse che il suo vino è stato opportunamente annacquato (una volta, forse) oppure che è stato prodotto grazie all’impiego di enzimi, agenti lievitanti, aromi vari per il retrogusto a seconda della zona da cui si vuol far intendere provenga il vino artificiale, zucchero e coloranti.
Come se la merce contraffatta vi scrivesse a grandi linee che lo è veramente…

Tornati a casa, l’occhio si è posato sul retro della scatola…

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Made in PRC?

Dopo il “Made in China” ora è la volta del nuovo “Made in PRC”, che è la stessa cosa: People’s Republic of China, ovvero Repubblica Popolare Cinese o Cina. Per gli italiani si trova anche “Made in RPC”, ovvero Repubblica Popolare Cinese.

Attenzione. Da non confondere con la Repubblica Cinese o Repubblica di Cina, ROC o Republic of China, o Taiwan, introdotto sul frontespizio dei nuovi passaporti ordinari rilasciati a tutti i cittadini taiwanesi, per sottolineare ancora di più l’indipendenza dalla Cina Popolare e il riconoscimento a livello internazionale.

Sarà la scatola di cartone che viene prodotta in Cina?

Perché mai non rivolgersi a tutti quegli scatolifici che pullulano i dintorni delle zone industriali dei paesini della provincia di Macerata, paesini che offrono una miriadi di aziende artigianali per la produzione delle scarpe Made in Italy? Un controsenso se fosse solo la scatola delle scarpe a essere prodotta in Cina, no?

Anche questo Made in Italy si sta spostando nei paesi asiatici, accelerando ancora di più il processo di impoverimento della manodopera italiana? Piccole aziende emergenti con fatturato in aumento stanno imparando anche qui a fare i conti su grandi volumi a scapito della qualità eccellente per andare su qualità accettabile?

Non è più solo export di prodotto interamente italiano?

Scarpe Made in Italy, attenzione al retro delle scatole.ultima modifica: 2009-05-30T12:16:00+02:00da blog2blog
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