Occorre trasparenza anche tra i centri di ricerca.

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» 2009-05-13 12:01
VIRUS A/H1N1 NATO IN LABORATORIO, OMS INDAGA
ROMA – Il virus della nuova influenza A/H1N1 potrebbe essere nato in un laboratorio per un errore umano. Lo sostiene il ricercatore australiano Adrian Gibbs, uno dei ‘padri’ dell’antivirale oseltamivir, in un articolo che ha inviato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e ai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc), e del quale ha annunciato l’imminente pubblicazione.

Un’ipotesi, a quanto si apprende, sulla quale l’Oms sta indagando e si sta confrontando in questi giorni con gli esperti internazionali di virologia umana e animale. Hanno ricevuto copia dell’articolo anche gli esperti internazionali della Fao e dell’Organizzazione internazionale per la salute animale (Oie).

Secondo Gibbs le caratteristiche genetiche del virus A/H1N1 sono tali da far supporre che sia stato coltivato nelle uova. Queste ultime sono largamente utilizzate nei laboratori sia per coltivare i virus sia per coltivare i vaccini. In passato, nel 1977, un virus influenzale del tipo H1N1 era stato prodotto per errore per la cattiva gestione di un laboratorio in Russia.

CAPUA, PER ESPERTI NON E’ BIOTERRORISMO – Che il virus della nuova influenza A/H1N1 sia nato per errore in un laboratorio è al momento “un’ipotesi non sostenuta da dati sufficienti”, intanto però gli esperti sono concordi nel dire “manipolazione non vuol dire bioterrorismo”.

La virologa Ilaria Capua, direttrice del Centro di riferimento della Fao e dell’Oie per l’aviaria presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, è fra gli esperti internazionali interpellati in questi giorni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), “Preavvertita dell’uscita dell’articolo di Adrian Gibbs, l’Oms ci ha radunato in una teleconferenza – ha detto Capua all’ANSA – e ieri abbiamo prodotto un dossier nel quale, anche partendo da punti di osservazione diversi, giungiamo alla conclusione che comunque manipolazione non vuol dire bioterrorismo”.

Vale a dire che, nel caso remoto in cui fosse confermata l’ipotesi secondo la quale il virus sarebbe stato coltivato in sistemi di laboratorio, potrebbe essersi trattato di un virus che si voleva utilizzare come vaccino per gli animali e che per questo ha fatto più passaggi in laboratorio. “In ogni caso – ha osservato – tutti gli esperti interpellati si sono mostrati concordi nel dire che non c’é un insieme di dati sufficienti per sostenere l’ipotesi che il virus della nuova influenza sia nato in laboratorio”. Questa resta quindi una teoria come ce ne sono molte altre. La più probabile é che il virus si sia generato in natura come tutti i virus influenzali. Comunque l’attenzione degli esperti resta alta. E per capirne di più, si stanno invitando i virologi a immettere nuovi dati nella Gisaid (The Global Initiative on Sharing All Influenza Data), la banca dati pubblica voluta dalla stessa Capua e che ha permesso in un tempo brevissimo di ricostruire sia la mappa genetica del virus A/H1N1, sia di identificare i farmaci antivirali ai quali è sensibile.


.. e più controlli incrociati. Il controllo da parte di un’organizzazione mondiale non significa restringere la libertà di azione dei centri di ricerca, significa mettere a disposizione l’onestà negli obiettivi che si stanno perseguendo. Onestà che preclude a cervelli regretti, causa denaro e potere, l’utilizzo insano dei traguardi della scienza.

manipolazione non vuol dire bioterrorismo‘: ma il passo è breve…diremo manipolazione in caso di onestà, bioterrorismo in caso di criminalità, anche non diretta. Errore umano, la parolina per tranquillizare il popolino. Creazione del virus in laboratorio e sperimentazione, comunque, sono state fatte in totale segretezza su esseri viventi, senza alcuna cognizione dei rischi: sono ricercatori, questi?

Non vale, forse, la pena di avere sempre la copia virus-antivirus per tamponare eventuali errori scientifici?

Occorre trasparenza anche tra i centri di ricerca.ultima modifica: 2009-05-15T08:41:26+02:00da blog2blog
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