Internet e gli italiani: il vecchietto dove lo metto?

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computer_280109_adn--200x150.jpg”Necessario un importante sforzo del sistema Paese per un deciso sviluppo delle comunicazioni elettroniche”

Internet, un italiano su due non sa cosa sia. E per molti il web è una minaccia

E’ quanto emerge da un rapporto realizzato dal Forum P.A .Se il 73,7% ha un pc in casa, il 41,5% dichiara di non utilizzare internet e il 46% ammette di non avere le competenze per farlo. Per un 2% degli intervistati può rappresentare ”una minaccia per me e la mia famiglia”

ultimo aggiornamento: 12 maggio, ore 21:17

Roma, 12 mag. – (Adnkronos) – Gli italiani hanno ancora poca dimestichezza con i computer e con la Rete: se il 73,7% ha un pc in casa, il 41,5% dichiara di non utilizzare internet, il 46% ammette di non avere le competenze per farlo e c’è anche un 43% che dichiara di non sapere cosa sia. E’ quanto emerge dal rapporto ‘Gli italiani e le nuove tecnologie. Il futuro della Rete’, svolto dalla IX Commissione permanente della Camera dei Deputati Trasporti, poste e telecomunicazioni, e realizzato dal Forum P.A.

”La recente indagine conoscitiva sull’assetto e sulle prospettive delle nuove reti del sistema delle comunicazioni – si legge nel rapporto – mette in evidenza la necessità di un importante sforzo del sistema Paese per un deciso sviluppo delle comunicazioni elettroniche”.

Degli intervistati, il 73,7% dice di avere un pc in casa, contro il 26,3% che non ce l’ha. Indipendentemente dal fatto di avere un computer in casa, il 41,5% dichiara di non utilizzare internet, contro un 58,5% che invece lo utilizza. Alla domanda perché non utilizza internet, il 46% degli italiani ammette di non avere le competenze per farlo, ma c’è anche un 43% che dichiara di non sapere cosa sia e cosa offra; il 9% risponde che non è interessato, mentre per il 6% il costo della connessione è elevato; il 2% degli intervistati risponde inoltre che internet può rappresentare ”una minaccia per me e la mia famiglia’‘, mentre solo un 1% sostiene che la propria zona non sia coperta.  C’è poi un 26,7% che delega qualcuno per utilizzare un servizio su internet: di questi, il 69,8% si è fatto aiutare dai figli, il 15,7% da marito, moglie o convivente, il 15,1% da vicini di casa, l’1,5% da professionisti, altro il 7,5%.


…il 46% ammette di non avere le competenze per farlo.La nuova rivoluzione degli indirizzi negli Istituti Tecnici o Professionali: Informatica e Telecomunicazioni al posto di Elettronica e Telecomunicazioni, un modo per non entrare ancor di più nelle applicazioni e rimanere sul vago e sulle note introduttive di ogni argomento.

Si pensi anche a come si scrive nelle e-mail: le sgrammaticature -che oggi si vogliono far passare come licenze poetiche– e la punteggiatura inesistente riflettono la qualità della scuola, soprattutto da parte dei giovani che pensano agli obiettivi scolastici come il raggiungimento di un pezzo di carta.

Dunque, l’aggiornamento della PA via telematica, che si porta appresso costi di gestione obbligatori, come i dispositivi per l’autenticazione (vedi quanto in atto nelle Camere di Commercio, 70 euro, oppure nelle Poste S.p.A.), quali smart card (quella emessa per la Sanità non è operativa in questo senso, è solo aver rimpiazzato un foglio cartaceo con una tessera plastificata), lettori di smart card.


Fonte.

» 2009-05-09 19:46
PA: in due anni tutto via internet
Berlusconi, consiglio ministri ha avviato riorganizzazione
(ANSA) – TORINO, 9 MAG – Nel giro di due anni ”si puo’ arrivare a poter svolgere ogni pratica attraverso internet’, afferma il premier Berlusconi. ‘Lo consentira’ – spiega – la riorganizzazione dell’amministrazione pubblica di cui ieri e’ stato avviato l’iter nel CdM’ e che avverra’ anche ‘attraverso la digitalizzazione completa di tutte le istituzioni centrali e locali. Per cui in due anni si potra’ arrivare a fare ogni pratica da casa o dall’ufficio’.

Il non saper leggere e scrivere di qualche decennio addietro ha di fatto rallentato il rapporto tra il cittadino e gli uffici della Pubblica Amministrazione; dopo tanti sforzi spesi a innalzare il livello di scolarizzazione -non solo dal punto di vista degli anni trascorsi a riscaldare la sedia seduti nei banchi di scuola, compresi quelli delle cattedre…- il divario con le Pubbliche Amministrazioni è destinato a rimanere: grazie a una spinta eccessiva sull’utilizzo delle nuove tecnologie web, al momento utilizzate dagli studenti/adolescenti per svagarsi dalle pagine dei libri e dai compiti a casa. Come giusto che sia! Obbligare a farne un utilizzo diverso è sempre controproducente.

E non abbiamo tenuto in conto del cartello sui costi della DSL, ovunque uguali con minime differenze solo nell’attivazione della linea, dovuta al fatto che, per acchiappare clienti, gli operatori telefonici si accollano le spese fisse.

E non abbiamo tenuto conto della quasi impossibilità a verificare il transfer rate sulla linea se sia 7Mbit/sec o 14Mbit/sec o 48Mbit/sec…velocità offerte grazie all’assenza di una legge che aiuti i cittadini ad avere ciò per cui stanno spendendo.

Internet e gli italiani: il vecchietto dove lo metto?ultima modifica: 2009-05-14T14:40:00+02:00da blog2blog
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