Consulta, quale autorità?

Fonte(16 gennaio 2008).

Il voto tra il 15 aprile e il 15 giugno, a meno che il parlamento non venga sciolto

Referendum: Consulta, sì ai tre quesiti

Divieto di candidarsi in più collegi elettorali, abrogazione a Camera e Senato del collegamento tra liste

ROMA – La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili i tre quesiti referendari in materia di legge elettorale promossi dal comitato capeggiato da Mario Segni e da Giovanni Guzzetta. «Sono emozionato e commosso», sono state le prima parole di Segni dopo la decisione della Consulta.

COSA DICONOI tre referendum riguardano:
1 – abrogazione alla Camera
2 – e al Senato della possibilità di collegamento tra liste, così da consentire l’attribuzione del premio di maggioranza alla lista che raccoglie il maggior numero di voti e non più alla coalizione
3 – divieto di candidarsi in più collegi elettorali.

URNE – Il voto dovrà avvenire, come prevede la legge, tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. A meno che il Parlamento venga sciolto, in questo caso si voterà nel 2009. Le motivazioni della decisione della Consulta dovranno essere depositate entro il 10 febbraio.

DECISIONE – Una camera di consiglio insolitamente breve, che ha sorpreso non pochi. Riuniti dalle 9,30 a porte chiuse, i 14 giudici costituzionali hanno prima ascoltato i rappresentanti del comitato promotore e gli avvocati delle parti che invece si opponevano, poi dalle 11,30 hanno iniziato la discussione che li ha portati a emettere il verdetto di ammissibilità dei tre quesiti proposti. Un’ora e mezza di pausa per il pranzo, quindi intorno alle 16,30 la sentenza. E proprio i tempi brevi della camera di consiglio spingono qualche osservatore a sostenere che la decisione possa essere stata presa dalla Corte presieduta da Franco Bile senza grandi contrasti tra i giudici (all’appello mancava il sostituto di Romano Vaccarella, che si è dimesso lo scorso aprile).

PALAZZO CHIGI – Dopo la decisione della Corte Costituzionale «siamo convinti che il lavoro parlamentare e politico sarà ancora più intenso nelle prossime settimane per cancellare questa pessima legge elettorale. Se questo non dovesse avvenire, i cittadini avranno la parola con il referendum». Lo affermano fonti di Palazzo Chigi nel consueto briefing serale.


In un anno c’è il tempo per paciugare un’altra legge elettorale così da rendere nullo il ricorso al referendum 2009 ammesso dalla Consulta. Se qualcosa non piacerà, ripartirà la raccolta delle firme, ripartirà la Consulta, ripartirà la definizione delle date: 2012?

Il 2012 è vicinissimo alla scadenza del mandato elettorale, per cui è probabile un aggiustamento della legge elettorale come si fece l’ultima volta, contro cui questo referendum si schiera. I cittadini quale voce hanno se non è permesso loro di scegliere i candidati per preferenza nominativa?


Fonte.
Sicurezza, Minniti (Pd): situazione fuori controllo

Referendum, La Russa: votare nel 2010 svelenisce il clima e fa risparmiare

Il ministro della Difesa assicura: ”Nessun ricatto da parte della Lega. Tenerlo il 21 giugno avrebbe comunque un costo”


Il costo lo avrà, comunque, nel 2010…

Risparmiare v. tr. [io rispàrmio ecc.]
1 consumare con misura, con parsimonia; limitare l’uso di qualcosa all’indispensabile:
2 spendere meno di quanto si guadagna; accantonare disponibilità (finanziarie o in natura) non utilizzate per spese o consumi correnti:
3 fare a meno di qualcosa o di fare qualcosa che è inutile,

Indi, non si risparmia un fico secco poiché non si consuma con misura, non si accantona disponibilità non utilizzate e non si fa a meno di qualcosa…dovendo comunque votare nel 2010.

Consulta, quale autorità?ultima modifica: 2009-04-18T11:34:00+02:00da blog2blog
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