Terremoti, un link per essere aggiornati.

Centro Dati e Informazione sui Terremoti

a cura dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Il bollettino sismico riceve in tempo reale segnali da 150 stazioni per il rilevamento sismico. In fondo a questo post la tabella degli ultimi eventi sismici.

Si legge: Entro due minuti da un qualunque terremoto italiano appositi sistemi automatici di allarme forniscono una prima valutazione della localizzazione e della magnitudo del sisma. Due sismologi, sempre presenti nella Sala Operativa dell’ INGV, controllano la veridicità delle informazioni ottenute e comunicano immediatamente alle Sale Operative della Protezione Civile e del Ministero dell’Interno i dati relativi a terremoti rilevanti.

Si legga bene: Entro due minuti


Fonte.

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Fonte.

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Alla pagina web Approfondimenti – Protezionecivile.it della Protezione Civile si legge:


Nel 2003 sono stati emanati i criteri di nuova classificazione sismica del territorio nazionale, basati sugli studi e le elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica del territorio, ossia sull’analisi della “probabilità” che il territorio venga interessato in un certo intervallo di tempo (generalmente 50 anni) da un evento che superi una determinata soglia di intensità o magnitudo.
A tal fine è stata pubblicata l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003.
Il provvedimento detta i principi generali sulla base dei quali le Regioni, a cui lo Stato ha delegato l’adozione della classificazione sismica del territorio (D.lgs 112/98 e DPR 380/01 – “Testo Unico delle Norme per l’Edilizia”), hanno compilato l’elenco dei comuni con la relativa attribuzione ad una delle 4 zone. Le aree nelle quali è stato riclassificato il territorio nazionale sono a severità decrescente (zona 1, zona 2, zona 3, zona 4). Di fatto, sparisce il territorio “non classificato”, che diviene zona 4, nel quale è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazione antisismica. …omissis…

Nella sostanza nulla cambia, se non dal punto di vista puramente filosofico, rispetto alla vecchia concezione di appartenenza o meno di un dato fig1_9.jpgComune a una categoria di rischio sismico, cioè se aveva subito direttamente o meno un evento sismico;fig2_9.jpg infatti, fino alla proposta di riclassificazione sismica proposta dal Progetto Finalizzato Geodinamica del CNR nel 1980 e adottata dal Ministero dei Lavori Pubblici, lo Stato classificava sismico un comune solo se era stato colpito da un sisma distruttivo a partire dal terremoto di Messina del 1908. (Fonte: provincia.mc.it), anziché tenere in considerazione aspetti come 1) i terremoti distruttivi avvenuti in Italia nell’ultimo millennio, 2) il periodo di ritorno di ciascun sisma, 3) le caratteristiche geodinamiche dell’Italia, 4) altri fattori quali costi, danni, resistenza degli edifici, numero atteso di vittime.

La figura a sinistra indica le arre in cui, negli ultimi anni, si sono avuti almeno una volta effetti di intensità non inferiore all’VIII grado MCS. Gli ultimi eventi distruttivi (Belice 1968, Friuli 1976 e Irpinia 1980) hanno colpito zone non considerate sismiche dalla legge vigente al tempo del terremoto. (Fonte: provincia.mc.it)

La figura sulla destra raffigura lasituazione delle nuove aree dichiarate sismiche ai sensi della legge 2 febbraio 1974, n. 64 (riportata più avanti).


Legge 2 febbraio 1974, n. 64
Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1
Tipo di strutture e norme tecniche

In tutti i comuni della Repubblica le costruzioni sia pubbliche che private debbono essere realizzate in osservanza delle norme tecniche riguardanti i vari elementi costruttivi che saranno fissate con successivi decreti del Ministro per i lavori pubblici, di concerto con il Ministro per l’interno, sentito il consiglio superiore dei lavori pubblici, che si avvarrà anche della collaborazione del consiglio nazionale delle ricerche. Tali decreti dovranno essere emanati entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge.
Le norme tecniche di cui al comma precedente potranno essere successivamente aggiornate o modificate con la medesima procedura ogni qualvolta occorra.
Dette norme tratteranno i seguenti argomenti:

  1. criteri generali tecnico-costruttivi per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento;

  2. carichi e sovraccarichi e loro combinazioni, anche in funzione del tipo e delle modalità costruttive e della destinazione dell’opera; criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni;

  3. indagini sui terreni e sulle rocce, stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, criteri generali e precisazioni tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione;

  4. criteri generali e precisazioni tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo di opere speciali, quali ponti, dighe, serbatoi, tubazioni, torri, costruzioni prefabbricate in genere, acquedotti, fognature;

  5. protezione delle costruzioni dagli incendi.

Qualora vengano usati sistemi costruttivi diversi da quelli in muratura o con ossatura portante in cemento armato normale e precompresso, acciaio o sistemi combinati dei predetti materiali, per edifici con quattro o più piani entro e fuori terra, la idoneità di tali sistemi deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici su conforme parere dello stesso consiglio.

Art. 2
Abitati da consolidare

In tutti i territori comunali o loro parti, nei quali sian intervenuti od intervengano lo Stato o la regione per opere di consolidamento di abitato ai sensi della legge 9-7-1908, n. 445, e successive modificazioni ed integrazioni, nessuna opera e nessun lavoro, salvo quelli di manutenzione ordinaria e di rifinitura, possono essere eseguiti senza la preventiva autorizzazione dell’ufficio tecnico della regione o dell’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti.
Le opere di consolidamento, nei casi di urgenza riconosciuta con ordinanza del sindaco, possono eccezionalmente essere intraprese anche prima della predetta autorizzazione, la quale comunque dovrà essere richiesta nel termine di cinque giorni dall’inizio dei lavori.
Avverso il provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione è ammesso ricorso, rispettivamente, al presidente della giunta regionale o al provveditore regionale alle opere pubbliche, che decidono con provvedimento definitivo.

Titolo II
NORME PER LE COSTRUZIONI IN ZONE SISMICHE

Capo I
Nuove costruzioni

Art. 3
Opere disciplinate e gradi di sismicità

Tutte le costruzioni la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità, da realizzarsi in zone dichiarate sismiche ai sensi del secondo comma lettera a) del presente articolo, sono disciplinate, oltre che dalle norme di cui al precedente art. 1, da specifiche norme tecniche che verranno emanate con successivi decreti dal Ministro per i lavori pubblici, di concerto col Ministro per l’interno, sentito il consiglio superiore dei lavori pubblici, che si avvarrà anche della collaborazione del consiglio nazionale delle ricerche, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge ed aggiornate con la medesima procedura ogni qualvolta occorra in relazione al progredire delle conoscenze dei fenomeni sismici.
Con decreti del Ministro per i lavori pubblici emanati di concerto con il Ministro per l’interno, sentiti il consiglio superiore dei lavori pubblici e le regioni interessate, sulla base di comprovate motivazioni tecniche, si provvede:

  1. all’aggiornamento degli elenchi delle zone dichiarate sismiche agli effetti della presente legge e delle disposizioni precedentemente emanate;

  2. ad attribuire alle zone sismiche valori differenziati del grado di sismicità da prendere a base per la determinazione delle azioni sismiche e di quant’altro specificato dalle norme tecniche; c) all’eventuale necessario aggiornamento successivo degli elenchi delle zone sismiche e dei valori attribuiti ai gradi di sismicità.

I decreti di cui alle lettere a) e b) del precedente comma saranno emanati entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge.

Art. 4
Contenuto delle norme tecniche

Le norme tecniche di cui al precedente art. 3, da adottare sulla base dei criteri generali indicati dagli articoli successivi e in funzione dei diversi gradi di sismicità, riguarderanno:

  1. l’altezza massima degli edifici in relazione al sistema costruttivo, al grado di sismicità della zona ed alle larghezze stradali;

  2. le distanze minime consentite tra gli edifici e giunzioni tra edifici contigui;

  3. le azioni sismiche orizzontali e verticali da tenere in conto nel dimensionamento degli elementi delle costruzioni e delle loro giunzioni;

  4. il dimensionamento e la verifica delle diverse parti delle costruzioni;

  5. le tipologie costruttive per le fondazioni e le parti in elevazione.

Le caratteristiche generali e le proprietà fisico-meccaniche dei terreni di fondazione, e cioè dei terreni costituenti il sottosuolo fino alla profondità alla quale le tensioni indotte dal manufatto assumano valori significativi ai fini delle deformazioni e della stabilità dei terreni medesimi, devono essere esaurientemente accertate.
Per le costruzioni su pendii gli accertamenti devono essere convenientemente estesi al di fuori dell’area edificatoria per rilevare tutti i fattori occorrenti per valutare le condizioni di stabilità dei pendii medesimi.
Le norme tecniche di cui al primo comma potranno stabilire l’entità degli accertamenti in funzione della morfologia e della natura dei terreni e del grado di sismicità.

Art. 5
Sistemi costruttivi

Gli edifici possono essere costruiti con:

  1. struttura intelaiata in cemento armato normale o precompresso, acciaio o sistemi combinati dei predetti materiali;

  2. struttura a pannelli portanti;

  3. struttura in muratura;

  4. struttura in legname.

Art. 6
Edifici in muratura

S’intendono per costruzioni in muratura quelle nelle quali la muratura ha funzione portante.
Esse devono presentare adeguate caratteristiche di solidarietà fra gli elementi strutturali che le compongono e di rigidezza complessiva secondo le indicazioni delle norme tecniche di cui al precedente art. 3.

Art. 7
Edifici con struttura a pannelli portanti

S’intendono per strutture a pannelli portanti quelle formate con l’associazione di pannelli verticali prefabbricati (muri), di altezza pari ad un piano e di larghezza superiore ad un metro, resi solidali a strutture orizzontali (solai) prefabbricate o costruite in opera. Le strutture a pannelli portanti devono essere realizzate in calcestruzzo pieno od alleggerito, semplice, armato normale o precompresso, presentare giunzioni eseguite in opera con malta cementizia o calcestruzzo , ed essere irrigidite da controventamenti opportuni, costituiti dagli stessi pannelli verticali sovrapposti o da lastre in calcestruzzo realizzate in opera; i controventamenti devono essere orientati almeno secondo due direzioni distinte.
Il complesso scatolare costituito dai pannelli deve realizzare un organismo statico capace di assorbire le azioni sismiche di cui all’art. 9. La trasmissione delle azioni mutue tra i diversi elementi deve essere assicurata da armature metalliche.
L’idoneità di tali sistemi costruttivi, anche in funzione del grado di sismicità, deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, su conforme parere dello stesso consiglio.

Art. 8
Edifici con strutture intelaiate

S’intendono per strutture intelaiate quelle costituite da aste rettilinee o curvilinee, comunque vincolate fra loro ed esternamente. In esse potranno essere compresi elementi irrigidenti costituiti da:

  1. strutture reticolate in acciaio, calcestruzzo armato normale o precompresso;

  2. elementi-parete in acciaio, calcestruzzo armato normale o precompresso.

Gli elementi irrigidenti devono essere opportunamente collegati alle intelaiature della costruzione in modo che sia assicurata la trasmissione delle azioni sismiche agli irrigidimenti stessi.
Il complesso resistente deve essere proporzionato in modo da assorbire le azioni sismiche definite dalle norme tecniche di cui all’art. 3.
Le murature di tamponamento delle strutture intelaiate devono essere efficacemente collegate alle aste della struttura stessa secondo le modalità specificate dalle norme tecniche di cui al precedente art. 3.

Art. 9
Azioni sismiche

L’edificio deve essere progettato e costruito in modo che sia in grado di resistere alle azioni verticali e orizzontali, ai momenti torcenti e ribaltanti indicati rispettivamente alle successive lettere a), b), c) e d) e definiti dalle norme tecniche di cui al precedente art. 3:

  1. AZIONI VERTICALI
    Non si tiene conto in genere delle azioni sismiche verticali; per le strutture di grande luce o di particolare importanza, agli effetti di dette azioni, deve svolgersi una opportuna analisi dinamica teorica o sperimentale.

  2. AZIONI ORIZZONTALI
    Le azioni sismiche orizzontali si schematizzano attraverso l’introduzione di due sistemi di forze orizzontali agenti non contemporaneamente secondo due direzioni ortogonali.

  3. MOMENTI TORCENTI
    Ad ogni piano deve essere considerato il momento torcente dovuto alle forze orizzontali agenti ai piani sovrastanti e in ogni caso non minore dei valori da determinarsi secondo le indicazioni riportate dalle norme tecniche di cui al precedente art. 3.

  4. MOMENTI RIBALTANTI
    Per le verifiche dei pilastri e delle fondazioni gli sforzi normali provocati dall’effetto ribaltante delle azioni sismiche orizzontali devono essere valutati secondo le indicazioni delle norme tecniche di cui al precedente art. 3.

Art. 10
Verifica delle strutture

L’analisi delle sollecitazioni dovute alle azioni sismiche di cui al precedente articolo è effettuata tenendo conto della ripartizione di queste fra gli elementi resistenti dell’intera struttura.
Si devono verificare detti elementi resistenti per le possibili combinazioni degli effetti sismici con tutte le altre azioni esterne, senza alcuna riduzione dei sovraccarichi, ma con l’esclusione dell’azione del vento.

Art. 11
Verifica delle fondazioni

I calcoli di stabilità del complesso terreno-opera di fondazione si eseguono con i metodi ed i procedimenti della geotecnica, tenendo conto, tra le forze agenti, delle azioni sismiche orizzontali applicate alla costruzione e valutate come specificato dalle norme tecniche di cui al precedente art. 3.

Art. 12
Deroghe

Possono essere concesse deroghe all’osservanza delle norme tecniche di cui al precedente art. 3 dal Ministero per i lavori pubblici previa apposita istruttoria da parte dell’ufficio periferico competente del Ministero dei lavori pubblici e parere favorevole del consiglio superiore dei lavori pubblici, quando sussistano ragioni particolari, che ne impediscano in tutto o in parte l’osservanza, dovute all’esigenza di salvaguardare le caratteristiche ambientali dei centri storici.
Tali deroghe devono essere previste nei piani particolareggiati.

Art. 13
Parere delle sezioni a competenza statale degli uffici del Genio Civile sugli strumenti urbanistici

Tutti i comuni nei quali sono applicabili le norme di cui al titolo II della presente legge e quelli di cui al precedente art. 2, devono richiedere il parere delle sezioni a competenza statale del competente ufficio del genio civile sugli strumenti urbanistici generali e particolareggiati prima della delibera di adozione nonché sulle lottizzazioni convenzionate prima della delibera di approvazione, e loro varianti ai fini della verifica della compatibilità delle rispettive previsioni con le condizioni geomorfologiche del territorio.
Le sezioni a competenza statale degli uffici del genio civile devono pronunciarsi entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta dell’amministrazione comunale.

Capo II
Riparazioni e sopraelevazioni

Art. 14 – Sopraelevazioni

È consentita, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti:

a) la sopraelevazione di un piano negli edifici in muratura, purché nel complesso la costruzione risponda alle prescrizioni di cui alla presente legge;

b) la sopraelevazione di edifici in cemento armato normale e precompresso, in acciaio o a pannelli portanti, purché il complesso della struttura sia conforme alle norme della presente legge.

Art. 15
Riparazioni

Le riparazioni degli edifici debbono tendere a conseguire un maggiore grado di sicurezza alle azioni sismiche di cui ai precedenti articoli.
I criteri sono fissati nelle norme tecniche di cui al precedente art. 3.

Art. 16
Edifici di speciale importanza artistica

Per l’esecuzione di qualsiasi lavoro di riparazione in edifici o manufatti di carattere monumentale o aventi, comunque, interesse archeologico, storico o artistico, siano essi pubblici o di privata proprietà, restano ferme le disposizioni vigenti in materia.

Capo III
Vigilanza sulle costruzioni

Art. 17
Denuncia dei lavori, presentazione ed esame dei progetti

Nelle zone sismiche di cui all’art. 3 della presente legge, chiunque intenda procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni, è tenuto a darne preavviso scritto, notificato a mezzo del messo comunale o mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, contemporaneamente, al sindaco ed all’ufficio tecnico della regione o all’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti, indicando il proprio domicilio, il nome e la residenza del progettista, del direttore dei lavori e dell’appaltatore.
Alla domanda deve essere unito il progetto, in doppio esemplare e debitamente firmato da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell’albo, nei limiti delle rispettive competenze, nonché dal direttore dei lavori.
Il progetto deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni ed accompagnato da una relazione tecnica, dal fascicolo dei calcoli delle strutture portanti, sia in fondazione che in elevazione, e dai disegni dei particolari esecutivi delle strutture.
Al progetto deve inoltre essere allegata una relazione sulla fondazione, nella quale dovranno illustrarsi i criteri adottati nella scelta del tipo di fondazione, le ipotesi assunte, i calcoli svolti nei riguardi del complesso terreno-opera di fondazione. La relazione sulla fondazione deve essere corredata da grafici o da documentazione, in quanto necessari.
L’azienda autonoma delle ferrovie dello Stato non è tenuta all’osservanza delle disposizioni di cui ai precedenti commi, sempreché non trattisi di manufatto per la cui realizzazione è richiesto il preventivo rilascio della licenza edilizia.

Art. 18 – Autorizzazioni per l’inizio dei lavori

Fermo restando l’obbligo della licenza di costruzione prevista dalla vigente legge urbanistica, nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità all’uopo indicate nei decreti di cui al secondo comma del precedente art. 3, non si possono iniziare lavori senza preventiva autorizzazione scritta dell’ufficio tecnico della regione o dell’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti.
Per i manufatti da realizzarsi da parte dell’azienda autonoma delle ferrovie dello Stato non è richiesta l’autorizzazione di cui al precedente comma.
L’autorizzazione viene comunicata, subito dopo il rilascio, al comune per i provvedimenti di sua competenza.
Avverso il provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione è ammesso ricorso al presidente della giunta regionale o al provveditore regionale alle opere pubbliche, che decidono con provvedimento definitivo.
I lavori devono essere diretti da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell’albo, nei limiti delle rispettive competenze.

Art. 19
Registro delle denunzie dei lavori

In ogni comune deve essere tenuto un registro delle denunzie dei lavori di cui al precedente art. 17.
Il registro deve essere esibito, costantemente aggiornato, a semplice richiesta, ai funzionari, ufficiali ed agenti indicati nel successivo art. 29.

Titolo III
REPRESSIONE DELLE VIOLAZIONI

Art. 20
Sanzioni penali

Chiunque violi le prescrizioni contenute nella presente legge e nei decreti interministeriali di cui agli artt. 1 e 3 è punito con l’ammenda da lire 200 mila a lire 10 milioni.

Art. 21
Accertamento delle violazioni

I funzionari, gli ufficiali ed agenti indicati nel successivo art. 29, appena accertato un fatto costituente violazione delle presenti norme, compilano processo verbale trasmettendolo immediatamente all’ufficio tecnico della regione o all’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti.
L’ingegnere capo di detto ufficio, previ, occorrendo, ulteriori accertamenti di carattere tecnico, trasmette il processo verbale al pretore con le sue deduzioni.

Art. 22
Sospensioni dei lavori

L’ingegnere capo dell’ufficio tecnico della regione o dell’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti, contemporaneamente agli adempimenti di cui all’articolo precedente, ordina, con decreto motivato, notificato a mezzo di messo comunale, al proprietario, nonché all’ appaltatore o direttore od esecutore delle opere, la sospensione dei lavori. Copia del decreto è comunicata al sindaco o al prefetto ai fini dell’osservanza dell’ordine di sospensione.
Il prefetto, su richiesta dell’ingegnere capo dell’ufficio di cui al primo comma, assicura l’intervento della forza pubblica, ove ciò sia necessario per la esecuzione dell’ordine di sospensione.
L’ordine di sospensione produce i suoi effetti sino alla data in cui la pronuncia dell’autorità giudiziaria diviene irrevocabile.

Art. 23
Procedimento

Se nel corso del procedimento penale il pretore ravvisa la necessità di ulteriori accertamenti tecnici, nomina uno o più periti, scegliendoli fra gli ingegneri dello Stato.
Deve essere in ogni caso citato per il dibattimento l’ingegnere capo dell’ufficio tecnico della regione o dell’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti, il quale può delegare un funzionario dipendente.
Con il decreto o con la sentenza di condanna il pretore ordina la demolizione delle opere o delle parti di esse costruite in difformità alle norme della presente legge o dei decreti interministeriali di cui agli artt. 1 e 3, ovvero impartisce le prescrizioni necessarie per rendere le opere conformi alle norme stesse, fissando il relativo termine.

Art. 24
Esecuzione d’ufficio

Qualora il condannato non ottemperi all’ordine o alle prescrizioni di cui all’articolo precedente, dati con sentenza irrevocabile o con decreto esecutivo, l’ufficio tecnico della regione o l’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti provvedono, se del caso con l’assistenza della forza pubblica, a spese del condannato.

Art. 25
Competenza del Presidente della Giunta Regionale

Qualora il reato sia estinto per qualsiasi causa, il presidente della giunta regionale ordina, con provvedimento definitivo, sentito l’organo tecnico consultivo della regione, la demolizione delle opere o delle parti di esse eseguite in violazione delle norme della presente legge e delle norme tecniche di cui agli artt. 1 e 3 ovvero l’esecuzione di modifiche idonee a renderle conformi alle norme stesse.
In caso di inadempienza si applica il disposto dell’articolo precedente.

Art. 26
Comunicazione del provvedimento all’Ufficio Tecnico della Regione o al Genio Civile

Copia della sentenza irrevocabile o del decreto esecutivo emessi in base alle precedenti disposizioni deve essere comunicata, a cura del cancelliere, all’ufficio tecnico della regione o all’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti entro quindici giorni da quello in cui la sentenza è divenuta irrevocabile o il decreto è diventato esecutivo.

Art. 27
Modalità per la esecuzione di ufficio

Per gli adempimenti di cui al precedente art. 24 è iscritta annualmente in apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero dei lavori pubblici, la spesa di lire 50 milioni.
Al recupero delle somme erogate su tale fondo per l’esecuzione di lavori di demolizione di opere in contravvenzione alle norme tecniche di cui alla presente legge, si provvede a mezzo dell’esattoria comunale in base alla liquidazione dei lavori stessi fatta dall’ufficio tecnico della regione o dal genio civile, secondo le competenze vigenti, e resa esecutiva dal prefetto.
La riscossione delle somme dai contravventori, per il titolo suindicato e con l’aumento dell’aggio spettante all’esattore, è fatta mediante ruoli resi esecutivi dalle intendenze di finanza con la procedura stabilita per l’esazione delle imposte dirette. Il versamento delle somme stesse è fatto con imputazione ad apposito capitolo del bilancio dell’entrata.

Art. 28
Utilizzazione di edifici

Il rilascio da parte dei prefetti della licenza d’uso per gli edifici costruiti in cemento armato e delle licenze di abitabilità da parte dei comuni è condizionato all’esibizione di un certificato da rilasciarsi dall’ufficio tecnico della regione o dall’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti, che attesti la perfetta rispondenza dell’opera eseguita alle presenti norme.

Art. 29
Vigilanza per l’osservanza delle norme tecniche

Nelle località di cui all’art. 2 della presente legge e in quelle sismiche di cui all’art. 3 gli ufficiali di polizia giudiziaria, gli ingegneri e geometri degli uffici del Ministero dei lavori pubblici e degli uffici tecnici regionali, provinciali e comunali, le guardie doganali e forestali, gli ufficiali e sottufficiali del corpo nazionale dei vigili del fuoco e in generale tutti gli agenti giurati a servizio dello Stato, delle province e dei comuni sono tenuti ad accertare che chiunque inizi costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni sia in possesso dell’ autorizzazione rilasciata dall’ufficio tecnico della regione o dall’ufficio del genio civile a norma degli artt. 2 e 18.
I funzionari di detto ufficio debbono altresì accertare se le costruzioni, le riparazioni e ricostruzioni procedano in conformità delle presenti norme.
Eguale obbligo spetta agli ingegneri e geometri degli uffici tecnici succitati quando accedano per altri incarichi qualsiasi nei comuni danneggiati, compatibilmente coi detti incarichi.

Titolo IV
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art. 30
Costruzioni in corso in zone sismiche di nuova classificazione

Non sono tenuti al rispetto delle presenti norme, nelle zone sismiche di nuova classificazione, tutti coloro che abbiano iniziato una costruzione prima dell’entrata in vigore del provvedimento di classificazione purché la costruzione sia ultimata entro due anni dalla data del provvedimento stesso.
Il presidente della giunta regionale può per edifici pubblici e di uso pubblico stabilire, ove occorra, termini di ultimazione superiori ai due anni di cui al comma precedente.
Qualora però la costruzione non fosse conforme alle norme tecniche di cui al precedente art. 3 dovrà arrestarsi la costruzione stessa entro i limiti previsti dalle stesse norme. Ove tuttavia detti limiti fossero già stati superati, potrà proseguirsi la costruzione fino al completamento del piano in corso di costruzione.
Entro quindici giorni dall’entrata in vigore del provvedimento di classificazione, chiunque abbia in corso una costruzione dovrà farne denuncia all’ufficio tecnico della regione o all’ufficio del genio civile, secondo le competenze vigenti.
L’ufficio di cui al comma precedente entro trenta giorni dalla recezione della denunzia, accertato lo stato dei lavori ai sensi dei commi precedenti rilascia apposito certificato al denunciante, inviandone copia al sindaco del comune, specificando, eventualmente, la massima quota che l’edificio può raggiungere.
In caso di violazione degli obblighi stabiliti nel presente articolo si applicano le disposizioni del titolo III.

Art. 31
Provvedimenti sostitutivi del Prefetto

Quando concorrano ragioni di particolare gravità ed urgenza, il prefetto può, per le modificazioni richieste dall’osservanza delle presenti norme, valersi del procedimento stabilito dall’art. 378 della legge 20-3-1865, n. 2248, sui lavori pubblici.
In tal caso, il prefetto fa rapporto al pretore per il procedimento penale in ordine alle violazioni accertate.

Art. 32
Costruzioni in corso e progetti già approvati

Le norme tecniche di cui agli artt. 1 e 3 entrano in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione dei rispettivi decreti nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Fino all’entrata in vigore delle norme tecniche di cui al comma precedente continuano ad applicarsi le norme della legge 25-111962, n. 1684, che, successivamente, si applicheranno solo alle costruzioni in corso e ai progetti già approvati alla data di entrata in vigore delle norme tecniche, salvo il disposto del precedente art. 30.

Art. 33
Costruzioni eseguite col sussidio dello Stato

L’inosservanza delle norme della presente legge, nel caso di edifici per i quali sia stato già concesso il sussidio dello Stato, importa, oltre le sanzioni penali, anche la decadenza dal beneficio del sussidio statale, qualora l’interessato non si sia attenuto alle prescrizioni di cui all’ultimo comma dell’art. 23.

Art. 34

Le disposizioni contenute nel capo terzo del titolo II e nel titolo III non si applicano alle opere che, ai sensi delle vigenti norme, si eseguono a cura del genio militare.


Quello che sconcerta è l’abissale differenza sui vincoli sulla costruzione edilizia antisismica (normeprogetto.pdf) tra l’essere in zona 1 o in zona 2. Repetita iuvant: i muratori/capocantieri/capomastri/maestranze vengono formati acché possano condurre con successo le indicazioni date dal progettista e dai direttori dei lavori in merito alla costruzione con criteri antisismici?

Zona 1
E’ la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti. Comprende 725 comuni.

Zona 2
Nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti. Comprende 2.344 comuni

Zona 3
I Comuni interessati in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti. Comprende 1.544 comuni.

Zona 4
E’ la meno pericolosa. Nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse (?!). Comprende 3.488 comuni.

Ad ogni modo, ecco il testo OPCM 3274 del 20 marzo 2003.


Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003

Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5, comma 3, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;

Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e, in particolare, l’art. 93, comma 1, lettera g), concernente le funzioni mantenute allo Stato in materia di criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche ed alle norme tecniche per le costruzioni nelle medesime zone, nonché l’art. 94, comma 2, lettera u), recante l’attribuzione di funzioni alle Regioni in materia di individuazione delle zone sismiche, formazione e aggiornamento degli elenchi delle medesime zone;

Considerata la necessità, nelle more dell’espletamento degli adempimenti previsti dall’art. 93 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, di fornire alle Regioni criteri generali attinenti alla classificazione sismica, nonché di predisporre norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche;

Visto il decreto del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2002, n. 4485, con il quale, in vista del soddisfacimento delle predette necessità, è stato costituito un gruppo di lavoro incaricato di predisporre tutti gli elementi indispensabili per la successiva adozione di un assetto normativo provvisorio per la classificazione, sismica del territorio nazionale e per la progettazione antisismica;

Visti gli esiti delle attività svolte dal predetto gruppo di lavoro, e ritenuto che gli stessi corrispondano alle esigenze riscontrate e possano, conseguentemente, offrire gli elementi di base per una prima e transitoria disciplina della materia, anche ai fini dei consequenziali adempimenti di competenza regionale;

Preso atto delle risultanze delle attività svolte dalla Commissione per lo studio della definizione dei criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche, istituita con decreto del Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici n. 17672 del 30 luglio 2002, e ritenuto che da tali attività emerga una prospettiva di ricerca di particolare rilievo, da sviluppare e portare a completamento con il concorso di tutte le componenti istituzionali e scientifiche interessate in vista di una successiva disciplina organica della materia;

Acquisita l’intesa del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;

Acquisito l’avviso del Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, che si è espresso in conformità;

Su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

Dispone:

Art. 1.

Nelle more dell’espletamento degli adempimenti di cui all’articolo 93 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e ferme restando le competenze delle regioni e degli enti locali di cui all’articolo 94 del medesimo decreto legislativo, sono approvati i “Criteri per l’individuazione delle zone sismiche individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone” di cui all’allegato 1, nonché le connesse “Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici”, “Norme tecniche per progetto sismico dei ponti”, “Norme tecniche per il progetto sismico delle opere di fondazione e sostegno dei terreni” di cui, rispettivamente, agli allegati 2, 3 e 4 della presente ordinanza, di cui entrano a far parte integrante e sostanziale.

Art. 2.

Le regioni provvedono, ai sensi dell’art. 94, comma 2, lettera a), del decreto legislativo n. 112 del 1998, e sulla base dei criteri generali di cui all’allegato 1, all’individuazione, formazione ed aggiornamento dell’elenco delle zone sismiche. In zona 4 è lasciata facoltà alle singole regioni di introdurre o meno l’obbligo della progettazione antisismica.
Per le opere i cui lavori siano già iniziati e per le opere pubbliche già appaltate o i cui progetti siano stati già approvati alla data della presente ordinanza, possono continuare ad applicarsi le norme tecniche e la classificazione sismica vigenti.
Per il completamento degli interventi di ricostruzione in corso continuano ad applicarsi le norme tecniche vigenti.
In tutti i restanti casi, fatti salvi gli edifici e le opere di cui al comma 3, la progettazione potrà essere conforme a quanto prescritto dalla nuova classificazione sismica di cui al comma 1, con la possibilità, per non oltre 18 mesi, di continuare ad applicare le norme tecniche vigenti.
I documenti di cui agli allegati 1, 2, 3 e 4 potranno essere oggetto di revisione o aggiornamento, anche sulla base dei risultati della loro sperimentazione ed applicazione e con particolare riferimento agli interventi di riduzione del rischio sismico nei centri storici, con il concorso di tutte le componenti istituzionali e scientifiche interessate.
E’ fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari, ai sensi delle norme di cui ai suddetti allegati, sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso. Le verifiche di cui al presente comma dovranno essere effettuate entro cinque anni dalla data della presente ordinanza e riguardare in via prioritaria edifici ed opere ubicate nelle zone sismiche 1 e 2, secondo quanto definito nell’allegato 1.
In relazione a quanto previsto al comma 3, entro sei mesi dalla data della presente ordinanza il Dipartimento della protezione civile e le regioni provvedono, rispettivamente per quanto di competenza statale e regionale, ad elaborare, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, il programma temporale delle verifiche, ad individuare le tipologie degli edifici e delle opere che presentano le caratteristiche di cui al comma 3 ed a fornire ai soggetti competenti le necessarie indicazioni per le relative verifiche tecniche, che dovranno stabilire il livello di adeguatezza di ciascuno di essi rispetto a quanto previsto dalle norme.
Nel caso di opere progettate secondo le norme vigenti successivamente al 1984 e relative, rispettivamente, alla prima categoria per quelle situate in zona 1, alla seconda categoria per quelle in zona 2 ed alla terza categoria per quelle in zona 3, non è prescritta l’esecuzione di una nuova verifica di adeguatezza alla norma.
La necessità di adeguamento sismico degli edifici e delle opere di cui sopra sarà tenuta in considerazione dalle Amministrazioni pubbliche nella redazione dei piani triennali ed annuali di cui all’art. 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni, nonché ai fini della predisposizione del piano straordinario di messa in sicurezza antisismica di cui all’art. 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

Art. 3.

Il Dipartimento della protezione civile, d’intesa con le regioni e coinvolgendo gli ordini professionali interessati, promuove e realizza, avvalendosi anche delle strutture scientifiche di cui all’art. 4, programmi di formazione e di diffusione delle conoscenze volti ad assicurare un’efficace applicazione delle disposizioni della presente ordinanza.
Per le verifiche di cui all’art. 2, comma 3, potranno utilizzarsi le risorse provenienti dalle Disposizioni di cui di cui all’art. 80, comma 21, della legge n. 289 del 2002, in quanto applicabili.
Per le medesime finalità di cui al comma 2, il Dipartimento della protezione civile provvederà ad individuare, sentite le regioni, ulteriori fonti di finanziamento da rendere disponibili per lo scopo.

Art. 4.

Al fine di assicurare la più agevole ed uniforme applicazione delle disposizioni di cui alla presente ordinanza, il Dipartimento della protezione civile è autorizzato a promuovere la costituzione di un centro di formazione e ricerca nel campo dell’ingegneria sismica e di una rete dei laboratori universitari operanti nel medesimo settore.

ALLEGATI

Allegato 1: Criteri per l’individuazione delle zone sismiche individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone
Allegato 2: Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici
Allegato 3: Norme tecniche per progetto sismico dei ponti
Allegato 4: Norme tecniche per il progetto sismico delle opere di fondazione e sostegno dei terreni

Si ricorda che l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza.


Eventi sismici del mese di aprile 2009 (dal 1 aprile 2009 al 17 aprile 2009).

Data Ora (UTC) Lat Lon Prof
(Km)
Mag

Distretto
Sismico

2009/04/17 12:38:46 42.424 13.371 10.9 Ml:2.4 Aquilano

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Terremoti, un link per essere aggiornati.ultima modifica: 2009-04-17T17:38:00+02:00da blog2blog
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