Paradisi fiscali: che cosa c’entrano con la ripresa dalla crisi economica?

Fonte.

» 2009-04-02 17:55
G20: Brown, stop paradisi fiscali
Accordo per ogni sforzo per uscire da crisi
(ANSA) – LONDRA, 2 APR – I leader del G20 si sono accordati per ‘mettere fine ai paradisi fiscali’: lo ha annunciato il premier britannico Gordon Brown. Brown ha precisando che ci saranno sanzioni contro quei paesi che non forniscono le informazioni richieste. Nella conferenza stampa ha reso noto che i leader del G20 sono d’accordo per fare ”tutto quel che serve” per far ripartire l’ economia e sconfiggere la crisi. A questo fine ci sara’ uno stimolo fiscale fino a 5.000 miliardi di dollari entro il 2010.

E ancora.


» 2009-04-02 14:21
G20: Gb, finita era segreto bancario
Sottosegretario Tesoro Gb e fonti Francia, e’ svolta sui paradisi
(ANSA) – LONDRA, 2 APR -Era del segreto bancario finita, notizie fiscali condivise.Stephen Timms,del Tesoro britannico fa capire:il G20 svolta sui paradisi fiscali.Fonti inglesi parlano di aspettarsi a questo punto un buon accordo.’Ora – dice Timms – va tenuta alta la pressione in modo da vedere firmato un accordo sui paradisi fiscali’.Ci si attende di vedere sanzioni ai paesi che non firmano il protocollo, poiche’ e’ concesso tempo per l’adesione. Anche da parte francese si sostiene ci sono passi avanti sulle regole.

L’immobilismo politico europeo colpirà ancora? Prima hanno incentivato il trasferimento di enormi ricchezze nei paradisi fiscali, ora le ricchezze che si accumuleranno nel futuro (se ci saranno e se saranno della stessa intensità) dovranno essere dichiarate. Pena sanzioni, come ha funzionato l’embargo all’Iraq che ha solo reso più povero chi povero lo era già.

La Comunità Europea ha da sempre il Lussemburgo nella sua compagine; il Lussemburgo è un esempio concreto di paradiso fiscale, su cui basa la propria economia e la fama di essere il più ricco Pese europeo grazie a questa sua caratteristica. Nessuno se ne è accorto! Eppure, nel Lussemburgo si riunisce anche il Parlamento Europeo…

Quali sono i passi avanti nelle regole? La regola forse è stilare la lista dei paradisi fiscali?

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G20, Accordo Su Lista Nera Dei Paradisi Fiscali. Obama: ”Contro La Crisi Passi Senza Precedenti’

…omissis…”Abbiamo raggiunto un nuovo consenso per affrontare la crisi globale insieme – ha proseguito Brown – Non ci sono rimedi veloci, ma possiamo ridurre la recessione e salvare posti di lavoro e impedire che si ripeta una crisi del genere”, ha rimarcato il premier britannico, annunciando che entro il 2010 saranno cinquemila i miliardi di dollari destinati dalla comunità internazionale a fronteggiare la crisi. ”Abbiamo approvato i pacchetti di stimolo più grandi della storia – ha concluso – un’espansione fiscale senza precedenti”. “Passi seri e senza precedenti” gli ha fatto eco il presidente americano Barack Obama. …omissis…Sarkozy ha quindi riferito che il G20 “prevede una lista di sanzioni, come l’irrigidimento dei vincoli amministrativi e il divieto per gli Stati membri di depositare i loro fondi in questi Paesi”…omissis


A mò della natura della Comunità Europea come produttrice di carta inchiostrata, le sanzioni saranno di tipo amministrativo…ma và! E che cosa dire di quei Paesi che hanno visto fiumi di denaro sporco riciclato in casa, ove non esisteva il segreto bancario ma esistevano leggi per controllare consistenti trasferimenti di denaro? La soluzione? Si è abbassato il limite dei libretti postali al portatore, per esempio, a un massimo di 12500 euro (limite sotto il quale non va compilato un modulo per l’antiriciclaggio) affinché non servissero come denaro contante per operazioni illecite; chi ci ha rimesso? Più vincoli amministrativi e procedure complesse per i piccoli e medi risparmiatori. Ma volete che chi opera in modo illecito si spaventi a dover emettere 10, 100 o più libretti postali al portatore da 1000 euro ciascuno?

<<…e il divieto per gli Stati membri di depositare i loro fondi in questi Paesi”…>>, il Lussemburgo è nella lista grigia, nera o a pallini gialli e verdi?

<<…e il divieto per gli Stati membri di depositare i loro fondi in questi Paesi”…>>; infatti, la misura non può intervenire a sottrarre denaro dai paradisi fiscali, ovviamente. Niente è stato fatto a partire dall’inizio del terzo millennio, data da cui si è assisitito al consolidamento economico/finanziario di quella piccola percentuale di multimiliardari (dollari o euro poco importa) in mano dei quali vi è depositata oltre il 90% della ricchezza mondiale; processo che ha di fatto disgregato la classe media, accomunandola alla fascia superiore della soglia di povertà.

Si è inventato il sistema del mercato globale, l’allargamento del mercato, senza nessuna regola per impedire il fiorire di fenomeni di cartello, cioè concorrenza sleale, e di operatori di mercato disonesti, su scala mondiale solo per permettere a quei pochi multimiliardari di incamerare ancora più profitti, senza nessuna redistribuzione del superfluo, che causa, quest’ultima, la condizione di sfruttamento dei dipendenti. Il mercato globale non ha rispettato la condizione ideale della regola domanda/offerta per permettere a tutti di usufruirne al meglio: inutile richiamare la comparsa di prodotti di bassa qualità e dannosi alla salute umana.

Una provocazione.

Alla stessa stregua il tetto massimo che si vorrebbe dare agli stipendi dei manager: fino a quando si tratta del Pubblico, l’impenditore è lo Stato e lo Stato potrà agire come meglio crede. Ma se si è nel privato, come e chi ha il diritto di intervenire su come il proprietario, analogamente allo Stato nel Pubblico, una volta che ha dato il giusto compenso ai propri dipendenti, debba gestirsi i propri guadagni, se la sua attività gli permette di incamerare lauti guadagni grazie alle sue capacità di aver fiutato con oculatezza, compresa anche una dose di fortuna, il filone in cui lavorare?

Paradisi fiscali: che cosa c’entrano con la ripresa dalla crisi economica?ultima modifica: 2009-04-03T00:40:00+02:00da blog2blog
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