Riforma dalla Giustizia: rafforzamento delle fondamenta.

Fonte.
“E l’abbiamo promesso agli elettori”

Pdl, Alfano: ”Riforma giustizia non è un capriccio, è una necessità”

Il Guardasigilli: “I magistrati soggetti solo alle leggi fatte dal parlamento”. Il presidente del Senato, Schifani: ”Basta con un Csm di correnti”. Fini: ”Riformare il Parlamento e la Costituzione”. Al termine del discorso l’abbraccio con Berlusconi. ”Io e Gianfranco abbiamo gli stessi valori”. D’Alema: ”Per il Pd è una sfida”.

ultimo aggiornamento: 28 marzo, ore 20:18

Roma, 28 mar. (Adnkronos) – “Da questo congresso diciamo che la riforma della giustizia non solo la possiamo fare, ma la dobbiamo fare perché l’abbiamo promesso agli elettori, perché non è un capriccio, perché é un’esigenza, perché é una necessità“. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Angelino Alfano parlando alle assise del Pdl.

“E dico con chiarezza anche da questo congresso ai magistrati, che tante volte, troppo spesso, dicono che sono soggetti soltanto alla legge -ha proseguito il Guardasigilli- che noi siamo d’accordo con loro e con la nostra Costituzione: loro sono soggetti soltanto alla legge e le leggi, per completare la lettura della Costituzione, le fa il Parlamento, e il Parlamento è espressione del popolo, esattamente lo stesso popolo nel nome del quale loro pronunciano sentenza”.

Per sottolineare la possibilità di arrivare alla riforma, Alfano ha raccontato un episodio relativo al suo approdo al dicastero di via Arenula: “entro nell’austero corridoio e vedo i ritratti dei miei predecessori: il leader del più grande partito comunista dell’Occidente, posto proprio sopra il sigillo della Repubblica, Togliatti; vedo il ritratto del più grande leader del più grande partito democratico cristiano dell’Occidente, Aldo Moro, alla cui memoria ogni giorno mi inchino. Poi vedo altri predecessori: giureconsulti, presidenti emeriti della Corte costituzionale, i più insigni giuristi, leader politici che al contempo erano inisigni giuristi.

Entro in quell’immensa stanza del ministro della Giustizia e mi sento piccolissimo. Poi chiedo ai capi dipartimento un rapportino con i numeri. L’indomani tornano e mi dicono: 5 milioni e 400mila processi civili pendenti; tre milioni e 300mila procedimenti penali pendenti; le carceri vecchie; il 40% di immigrati dentro le nostre carceri; una condizione inumana; la globalizzazione ha travolto gli studi professionali. Prendo questi quattro fogli e vado a casa del presidente Berlusconi e gli racconto dei ritratti, poi gli do questi numeri e gli dico: mi sono convinto di una cosa, ce la possiamo fare. Perché se la somma di tutti questi scienziati, soprattutto negli ultimi anni, ha prodotto questo risultato, perché noi non ce la possiamo fare?”


Riformare la Giustizia? Non consiste nell’aver diminuito il tempo di prescrizione dei reati: ciò non ha significato aver avuto meno processi e lavoro per i magistrati. Ma più rei che la scampano grazie a tempi di prescrizione dei reati ridicoli. Tempi di prescrizione brevi non implicano processi più spediti, non forzano a muoversi di gran lena per imbastire al più presto il processo.

Quale senso potrà mai avere la prescrizione di un falso in atto pubblico? Quella di garantire a chi l’ha fatto di averne sottoscritte tutte le conseguenze. E’ come vendere la fontana di Trevi…Buttiamo fuori questi magistrati dalla Giustizia!

Tempi lunghi di prescrizione o rimuovere la prescrizione dei reati di omicidio sono un deterrente, non un aumento di lavoro dei tribunali. Chi commette un omicidio deve sapere che potrà essere sempre scoperto e processato fin che campa. Perché in questo caso non prendiamo esempio dagli USA?

5 milioni e 400mila processi civili pendenti; tre milioni e 300mila procedimenti penali pendenti?: più risorse di uomini e mezzi!

Riforma dalla Giustizia: rafforzamento delle fondamenta.ultima modifica: 2009-03-29T11:37:00+02:00da blog2blog
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