Lo Stato come formica in tempi di floridezza economica.

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Crisi, Lo Shopping Cede All”Iperopia’ Sindrome Del Risparmio Che Fa Ammalare

366422862-crisi-shopping-cede-all-iperopia-sindrome-risparmio-fa-ammalare.jpgCrisi, Lo Shopping Cede All”Iperopia’ Sindrome Del Risparmio Che Fa Ammalare

Roma, 25 mar. (Adnkronos Salute) – In tempo di crisi e recessione, arriva una nuova malattia: la sindrome del risparmiatore. In barba alla mania dello shopping, oggi siamo tutti a rischio di incappare nel problema opposto, capace di rovinare l’umore e scatenare ansia e depressione. Almeno secondo gli psicologi americani che ‘fotografano’ il fenomeno sul ‘New York Times’. La sindrome è stata battezzata ‘iperopia’ perché – proprio come chi soffre del disturbo della vista opposto alla miopia (meglio noto in italiano come ipermetropia) – queste persone vedono molto bene da lontano, ma hanno difficoltà con il presente.

Risultato? Sono ossessionate dall’idea di prepararsi al futuro e non possono godersi l’oggi, finendo col privarsi di tutto. Così queste persone sono sempre tristi e depresse, e finiscono per perdere ogni opportunità di star bene e divertirsi. Bruciare soldi e carta di credito per una vacanza, un paio di stiletti fiammanti o un televisore al plasma può, in effetti, causare il ‘rimorso del consumatore’. Ma si tratta di un malessere solo temporaneo, assicurano Ran Kivetz della Columbia University e Anat Keinan di Harvard (Usa).

In una serie di studi questi psicologi hanno indagato sulla psiche di un gruppo di studenti alle prese con i compiti per le vacanze invernali. Scoprendo che, se con il ritorno fra i banchi molti giovani lamentavano di non aver studiato abbastanza mentre erano in vacanza, un anno dopo il rimorso era piuttosto per i viaggi e i divertimenti mancati. Stesso discorso quando i ricercatori hanno tastato il polso degli ex alunni, alle prese con il ricordo degli anni all’università.

“La gente si sente colpevole nel confessare una predisposizione all’edonismo, ma via via che il tempo passa il senso di colpa scema. E a un certo punto accade il contrario: in pratica, ci si lamenta per i piaceri persi”, dice Kivetz.

Insomma, in barba alla favola di Esopo sulla cicala e la formica, sembra proprio che alla lunga anche la giudiziosa formichina debba riconoscere la necessità di qualche follia ogni tanto per tenere l’umore su di giri. Un dato che, secondo gli psicologi è dimostrato anche da numerosi studi effettuati su donne e uomini alle prese con premi, spese e oggetti di lusso.

Secondo Kivetz, in questa fase di recessione le formiche iperopiche stanno vivendo tempi particolarmente duri nel mettere da parte il loro denaro. E anche gli economisti li spingono a uno shopping stimolante. “Non siate troppo duri con voi stessi – conclude lo psichiatra – certo occorre essere responsabili e continuare a tutelare il risparmio, ma è stato un inverno deprimente, e non c’è nulla di sbagliato – assicura – nell’essere un po’ indulgenti con se stessi”.


Non è un articolo che suggella lo slogan siate ottimisti, fare consumismo aiuta la ripresa economica, licenziati non statevene con le mano in mano (Domanda: dove sono finiti in centri di riqualificiazione del personale? I CIOF Centri per l’Impiego, Orientamento e la Formazione non si muovono per insegnare alle maestranze almeno un’altra attività lavorativa consona ai propri successi scolastici?) e via di questo passo. I media stanno assordando da qualche mese. Ma non va nemmeno legato alla crisi economica che ci attanaglia.

L’articolo, in realtà, segue di pari passo la mancata previsione della crisi economica da parte degli studiosi di economia -preferiscono essere chiamati studiosi…- nel 2005, 2006, 2007; per non parlare della stagnazione dell’economia italiana con Pil rasenti lo zero per cento sin dal 2001: le ricette di questi studiosi dov’erano?

E così ora spunta fuori l’iperopia, proprio ora, opportunamente; in effetti, l’articolo dice chiaramente <<In tempo di crisi e recessione, arriva una nuova malattia: la sindrome del risparmiatore>>.

Per poi contraddirsi nella frase seguente, <<Sono ossessionate dall’idea di prepararsi al futuro e non possono godersi l’oggi, finendo col privarsi di tutto.>>, perché si tratta di uno status mentale cronico e non temporaneo. Non si tratta di pentirsi di non essere andati in vacanza -pensiamo a quanto sono aumentati i costi delle vacanze dal 2001- l’estate o l’inverso precedenti, perché dopo un anno, se la situazione non si consolida negativa per tutti i 12 mesi, tutto sarà dimenticato; semmai, privarsi dei piaceri è una condizione che va a intaccare coloro che prima erano nel ceto medio e ora sono sotto la soglia di povertà, definita intorno ai 1200 euro dalla Banca d’Italia; quelli che sono sempre stati tra tempi di lavoro normale e tempi di cassa integrazione la condizione di iperopia è permanente.

Si tira in ballo la formica e la cicala. Gli economisti dicono che lo Stato in tempi di floridezza economica deve agire da formica responsabile, <<anche la giudiziosa formichina debba riconoscere la necessità di qualche follia ogni tanto>>, per poi convogliare su territorio quanto accumulato in tempi di crisi economica; non deve, al contrario, chiudere i rubinetti, rastrellando soldi dalla Sanità o dall’Istruzione, ora che c’è la crisi economica, per fare sì che, al superamento della stessa crisi, tutto il comparto lavorativo sia in grado di rispondere positivamente alle richieste di mercato, soprattutto con l’aggiornamento tecnologico dei propri impianti produttivi.

Se l’iperopia è da considerarsi una malattia, allora che si inizino a prendere sul serio gli effetti devastanti che produce, prima che sprofondi in depressione, e a riqualificare i medici per poterla curare efficacemente. Spero vivamente che la social card, con i suoi 40 euro/mese, non sia stata una misura per combattere l’iperopia.

<<Stesso discorso quando i ricercatori hanno tastato il polso degli ex alunni, alle prese con il ricordo degli anni all’università.>>: questi non saranno stati sacrifici per potersi guadagnare un posto migliore in futuro?

Lo Stato come formica in tempi di floridezza economica.ultima modifica: 2009-03-26T13:15:45+01:00da blog2blog
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