Internet e privacy.

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» 2009-03-11 17:37
Facebook: Pizzetti lancia allarme
Garante della privacy: dati su web rendono indelebile il passato
(ANSA) – ROMA, 11 MAR – Il garante della Privacy Pizzetti avverte: i dati che mettiamo su web non sono cancellabili e quindi rendono indelebile il nostro passato.’Estendendo l’uso di rete e social network -dice Pizzetti- come Facebook, attraverso cui la gente mette in rete informazioni sui suoi comportamenti, sempre piu’ cresce il rischio che usando un motore di ricerca in qualunque momento chiunque puo’conoscere queste informazioni’.’Dobbiamo quindi porre massima attenzione a come si usa la rete’, conclude Pizzetti.

E bravo! Doveva essere stra-pubblicizzato Facebook sui mass media perché si capisse che la potenzialità di internet consiste nel rendere disponibile, in tempo reale, a chiunque è in rete, qualunque tipo di informazione posta sui siti web, come scambiare messaggi, ricevere e spedire dati di ogni tipo.

Internet, sistema telematico per mettere in comunicazione milioni di computer in un’unica rete.

Web, o www, insieme di tutte le risorse raggiungibili con il protocollo http.

A parte coloro che si avvicinano senza preparazione alcuna al mondo dell’informatica e pretendano di farsi le ossa utilizzando le potenzialità offerte dalla rete globale internet, gli altri conoscono bene le proprie motivazioni che li spingono a riempire una pagina web con le proprie informazioni: servirà a rendere pubblici i dati che li riguardano, per renderli maggiormente visibili alla comunità; offerte di lavoro, ricerca di lavoro, curriculum, esperienze di lavoro acquisite, alberi genealogici, e altro riempiono siti web da qualche kilobyte a parecchi megabte. Se il proprietario dei propri dati decide di renderli pubblici vorrà dire che non li reputa molto personali o riservati: l’osservazione principe è comunque quella che gli altri non possono disporre dei dati di altri, nemmeno se resi pubblici; non se ne possono appropriare, né li possono ricopiare sul proprio sito web né farne un uso diverso da quello per cui appaiono sul sito web del proprietario se non dietro l’approvazione scritta dell’interessato. E fin qui ci siamo tutti: la legge italiana in materia di riservatezza dei dati personali ci assicura che non se ne deve fare un uso improprio.

Inoltre, occorre anche sapere che tutte le opere dell’ingegno pubblicate sulle pagine web rimangono di proprietà dell’autore. Macché, basta darsi una guardata in giro e si scoprono, per esempio, ricette di cucina copiate pari pari da altri siti senza nessun riguardo né per lo stile della pagina né per il testo; tant’è che, alla fine, non si sa chi abbia originato la prima versione. Anzi, la comparsa di molteplici siti che riportano la medesima versione di un argomento rafforza, nell’utente inesperto o facilone, la veridicità dell’argomento stesso. Quindi, copia su copia: tutto ciò che era presente su una pagina web viene replicato in altre pagina web: forse è qui che si vuole intendere che i dati non sono cancellabili? Eppure, se l’informazione desiderata è in qualche sito web da qualche parte ed è facilmente raggiungibile con un motore di ricerca, a patto di digitare le parole chiave più appropriate, perché dovrebbe rimanere indelebile? Basta rimuovere il sito web e la risorsa non sarà più condivisibile; vi sarà capitato di memorizzare nel segnalibro del vostro crawler preferito un indirizzo di interesse; ebbene, può anche succedere che il sito web venga riorganizzato e che quel link diretto non esista più: i dati non esiteranno più e sarà necessario ritrovarli, se spostati; ma se il sito viene cancellato, vuoi perché scade l’affitto del dominio vuoi perché l’autore decide di passare su un altro sistema ospite che gli fornisce più spazio web, quei dati non saranno indelebili, ma rimossi, per sempre, dal futuro.

Poca diffusione avrebbe ricevuto internet se non esistessero i motori di ricerca di ciò che ci interessa trovare sul web. Dunque, non esiste sempre piu’ cresce il rischio che usando un motore di ricerca in qualunque momento chiunque puo’conoscere queste informazioni, le informazioni messe sul web sono lì proprio per essere trovate. Anche la compilazione di un curriculum vitate ha i suoi lati protetti: è bene riportare in ogni pagina che i dati presenti sono da trattare nel rispetto della legge sulla privacy, quante sono le pagine, eccetera eccetera: chi vi consegna una ricevuta nella quale l’azienda che lo riceve scrive che rispetterà i dati secondo la legge sulla privacy? Vi è mai capitato di dover apporre il vostro consenso acché i vostri dati personali vengano dati anche a terzi, strettamente connessi con l’azienda/banca/telefonia ma pur sempre terzi, pena la non accettazione della domanda a ottenere un conto corrente, o una sim? <<Senza il consenso a questa società non possiamo procedere poiché i servizi che le verranno offerti saranno svolti da quei terzi, a cui abbiamo affidato alcuni nostri compiti…>>: perché, dunque, non un altro foglio di privacy in cui vengono riportati i diritti/doveri delle parti, voi e quel terzo, ove viene specificato chi sarà la persona responsabile del rispetto dei vostri dati personali?

Essitono siti web che fotografano siti web. Fanno una specie di backup di tutto ciò che esiste in un sito a una certa data; periodicamente, rivanno a fotografare lo stesso sito: la conseguenza è che si può tracciare l’evoluzione di un sito web, da come era dieci, cinque, tre anni fa, per visualizzare come si sia, per esempio, evoluta l’interfaccia grafica. Utile per molti, ma ci si chiede quale sia la relazione con la privacy. Quale l’utilizzo dei dati fotografati? Chi ci aveva avvisato di questa operazione?

Come al solito: è sempre deprecabile l’utilizzo disonesto e delinquenziale di una data risorsa di cui si può disporre, non la risorsa in sé.

Internet e privacy.ultima modifica: 2009-03-11T19:42:00+01:00da blog2blog
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