Nucleare in Italia: oltre la convinzione il nulla.

La risposta a tutte queste iniziative


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» 2009-02-25 13:15
NUCLEARE: SCAJOLA, ENTRO APRILE DDL PER RITORNO ATOMO IN ITALIA
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ROMA – Per l’energia nucleare “le tecnologie più avanzate sono l’Epr francese e l’Ap1000 americana. Noi intendiamo usufruire delle tecnologie più moderne, quindi dare spazio a tutte le imprese che vogliono impiantare centrali nel nostro Paese. Ci sono altri contatti, perché il mercato decide cosa fare, il governo dà gli orientamenti”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, intervistato a Panorama del giorno su Canale 5, ha risposto alla domanda se ci siano accordi anche con imprese americane, dopo quello tra Enel ed Edf per lo sviluppo di quattro centrali in Italia. Il ministro ha poi parlato dei tempi di realizzazione, augurandosi che il ddl in discussione al Senato, che comprende “tutte le procedure del rientro dell’Italia nel nucleare”, diventi legge “entro la metà di aprile”. Per quanto riguarda i siti, infine, il ministro non ha avanzato ipotesi, ricordando che a decidere saranno le imprese, ma ha osservato che al referendum che disse no all’atomo, nei comuni in cui si trovavano le centrali “vinsero quelli a favore del nucleare”.
Il ministro ha poi ribadito il mix energetico al quale punta il governo: rinnovabili al 25 per cento, un altro 25 per cento nucleare e il 50 per cento il fossile tradizionale: ”Per arrivare all’obiettivo del 25 per cento del nucleare – ha proseguito – bisogna fare otto unita’ di centrali nucleari”. Confermata, poi, la tempistica degli interventi annunciata piu’ volte: ”arrivare entro la fine della legislatura a posare la prima pietra di un gruppo di centrali nucleari” e ”avere un contributo fondamentale del nucleare” entro il 2020, quando l’Italia dovra’ ”rientrare nei parametri ecologici previsti dall’Unione europea”.

BERLUSCONI-SARKOZY, ASSE IN NOME DELL’ATOMO
ROMA – “Il futuro è nell’energia rinnovabile e nel nucleare, dobbiamo svegliarci”. E con la Francia al nostro fianco, “che ci ha messo a disposizione il suo know-how”, potremo “risparmiare diversi anni” e avviare la costruzione di centrali nucleari “in un tempo contenuto”.
Il premier Silvio Berlusconi non ha dubbi e oggi formalizza il ritorno del nucleare in Italia (“frenato negli anni ’70 dal fanatismo ecologico di una parte politica”), illustrando l’accordo di cooperazione energetica appena siglato, nel corso del vertice italo-francese a Villa Madama, insieme al presidente francese Nicolas Sarkozy. E l’inquilino dell’Eliseo immediatamente conferma offrendo all’Italia “collaborazione piena ed illimitata”.
E’ il primo passo di “una politica nucleare comune” tra Italia e Francia in una “prospettiva paritetica e di lungo periodo”, sottolinea Berlusconi spiegando che secondo l’accordo l’Italia “collaborerà alla realizzazione di altre centrali nucleari in Francia e in altri Paesi e costruirà centrali
nucleari” anche sul proprio territorio.
Alla scrivania allestita in sala stampa, subito dopo la cerimonia della firma del premier italiano e del presidente francese, si avvicendano quindi i vertici di Enel e Edf, Fulvio Conti e Pierre Gadonneix, che a loro volta sigla due Memorandum of Understanding: uno per la costruzione in Italia di quattro reattori nucleari di terza generazione (tecnologia Epr) con l’avvio della prima unità entro il 2020; l’altro per l’estensione della partecipazione del gruppo italiano al programma nucleare in Francia, a partire dal reattore di Penly, recentemente autorizzato da Parigi.
La Francia è “pronta a dare un aiuto forte” all’Italia, ribadisce Sarkozy, secondo il quale il nucleare dovrebbe diventare “una questione europea” perché rappresenta “la chiave dello sviluppo” futuro. “Siamo molto lieti di lavorare con una grande industria italiana a Flamanville”, aggiunge ricordando che l’Enel già partecipa alla realizzazione della centrale in Normandia.
Berlusconi lo ringrazia perché “ora la Francia con grande generosità si apre a noi”. Noi che negli anni ’70 eravamo ”protagonisti del nucleare”, ma poi “il fanatismo ecologico di una parte politica” ci ha impedito di costruire due centrali “vicine ad essere completate”. A 22 anni da quel referendum
che denuclearizzò il Belpaese, è invece arrivato il momento di puntare su un’ “energia pulita e in assoluta sicurezza”, insiste il premier. E di fare come i francesi che con il nucleare “producono l’80% del loro fabbisogno energetico” consentendo ai consumatori d’oltralpe di pagare le bollette “la metà di quanto pagano gli italiani”.


viene dall’autorevole Premio Nobel italiano Carlo Rubbia.


Fonte.

» 2009-02-28 19:30
Nucleare: Rubbia, futuro solo qui
Bioetica: pericolo di ricerche alla Frankestein
(ANSA) – VENEZIA, 28 FEB – Il premio Nobel Carlo Rubbia e’ ‘scettico’ sul nucleare. E sulla bioetica invita a non fare una ricerca Frankestein. Grande ‘circospezione’ per il nucleare che ha problemi come scorie, investimenti enormi, l’attesa di ’15 anni prima del primo ritorno’. ‘Il nucleare – ha detto – e’ il passato, appartiene al futuro solo in Italia’, e non c’e’ ‘sforzo per le energie rinnovabili’. Nella bioetica ‘c’e’ pericolo di deviazioni perniciose, le ‘ricerche alla Frankestein”.

La risposta è la base di partenza per tutti i futuri piani di investimento sul nucleare. Occorre riprendere con più vigore la ricerca di base per investigare nella realtà delle centrali nucleari a fusione; di fatto, la collaborazione per l’installazione di centrali EPR francesi (vecchie di concezione e problematiche nella gestione come sta succedendo in Finlandia) procura un danno incalcolabile alla ricerca sul nucleare un po più sicuro e pulito. Richiamarsi al nucleare americano è fuori luogo poiché anche gli USA sono in controtendenza da tempo date le molte centrali nucleari in via di dismissione.

Nel frattempo, in Italia si pensa all’India come absolute beginner per lo spazio, ignorandone le motivazioni. Nel frattempo, in Francia qualcosa sta cambiando, dopo i fallimenti della politica nucleare sia per conto proprio sia da esportazione.

<<Per quanto riguarda i siti, infine, il ministro non ha avanzato ipotesi, ricordando che a decidere saranno le imprese…>>: che fine ha fatto l’autonomia dei Comuni sancita dalle ultime modifiche alla Costituzione sul federalismo? Già, il federalismo è solo fiscale, mentre l’autonomia delle Regioni prevista dalla Costituzione del 1 gennaio 1948 e dimenticata da decreti attuativi mai emanati  era molto più forte. Che fine faranno, quindi, tutti quei Comuni che hanno la scritta “Comune denuclearizzato” ben evidenziato sui cartelli stradali?

<<ma ha osservato che al referendum che disse no all’atomo, nei comuni in cui si trovavano le centrali “vinsero quelli a favore del nucleare”>>: ma a che gioco giochiamo? I referendum non sono forse un’espressione della nazione intera? O forse valgono solo quelli che sono in linea con il governo di turno? Se i referendum valgono in ragione alla particolare zona italiana, quale senso ha la parola Nazione? Quale senso il Patriottismo? Quale senso la Patria? Attraversando l’Italia si passerà di comune in comune come nel Medioevo, quando la divisione rendeva tutte le realtà locali assoggettabili al più forte di turno? <<nei comuni in cui si trovavano le centrali “vinsero quelli a favore del nucleare>>: perché non istruire i cittadini in materia di energia nucleare? Forse la Costituzione e la Carta dei Diritti Umani non annoverano fondamentale l’istruzione degli adulti? Anziché istruzione, colpevole di rendere autonomi nei pensieri e nelle azioni con la conseguenza di essere poco ricattabili, si somministrano sondaggi per avallare le scelte sul nucleare: non c’è un solo nucleare! Per saperne un pò di più, sul post Energia pulita, due facce della stessa medaglia vengono riportate le due direazioni degli Stati Uniti secondo Bush (fonte) e il mercato dell’energia negli USA (fonte 2), l’annuncio della Germania (fonte) e l’energia eolica (fonte): quindi, occorre una visione critica della questione, ove critica significa

critica s. f.
1 (filos.) esame di un principio, di una facoltà, di un fatto al fine di descriverne la natura, di metterne in luce le caratteristiche:

non biasimo puro e condanna a priori basata su preconcetti, e una visione derivante da riferimenti di comodo.

Se si inoculassero più soldi alla ricerca, sulla base di un sistema universitario e scolastico rinnovato, l’immediato futuro sarebbe energeticamente sostenibile.

Nucleare in Italia: oltre la convinzione il nulla.ultima modifica: 2009-03-01T11:29:00+01:00da blog2blog
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