Le SIM dei cellulari possono essere disattivate dopo 13 mesi.

…e nessun mass media ne ha rilevato l’importanza per la numerosissima utenza, allo stesso modo con cui era stato pubblicizzata la nuova norma del decreto Bersani.


Fonte.

Indici delle leggi
Indici delle leggi

Legge 2 aprile 2007, n. 40

“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese”

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2007 – Supplemento ordinario n. 91



Legge di conversione

Art. 1.

1. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione

 

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2007 – Supplemento ordinario n. 91

(*) Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi

“Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese, la valorizzazione dell’istruzione tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli”

 

Capo I
MISURE URGENTI PER LA TUTELA DEI CONSUMATORI

Art. 1.

Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e liberta’ di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet

1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi prezzi del servizio, nonche’ di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, e’ vietata, da parte degli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico o del servizio richiesto. E’ altresi’ vietata la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico o del servizio acquistato. Ogni eventuale clausola difforme e’ nulla e non comporta la nullita’ del contratto, fatti salvi i vincoli di durata di eventuali offerte promozionali comportanti prezzi piu’ favorevoli per il consumatore. Gli operatori di telefonia mobile adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

2. L’offerta commerciale dei prezzi dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l’offerta, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto.

2-bis. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni determina le modalita’ per consentire all’utente, a sua richiesta, al momento della chiamata da un numero fisso o cellulare e senza alcun addebito, di conoscere l’indicazione dell’operatore che gestisce il numero chiamato.

3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facolta’ del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facolta’ degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente comma i rapporti contrattuali gia’ stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni. 4. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni vigila sull’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo e stabilisce le modalita’ attuative delle disposizioni di cui al comma 2. La violazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 e’ sanzionata dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni applicando l’art. 98 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, come modificato dall’articolo 2, comma 136, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.


Quanto avranno fatto una ricarica subito dopo l’approvazione di questa legge? Ebbene, ci si ricordi che, in realtà, sulla scusa dell’aggiornamento dei

Stamattina in un ufficio postale un incaricato mi ha mostrato la nuova promozione delle Sim Postemobile; non che non lo sapessi, solo che, di priorità in priorità, l’esame delle caratteristiche della Sim Postemobile in famiglia è sempre slittato. Ne parlo in famiglia e si decide di verificare se il numero di cellulare della poco utilizzata Sim TIM poteva trovare maggior convenienza come Sim Postemobile.

La fregatura è nell’aria: ISIM errato, l’unico messaggio dal cellulare. Mi sono subito ricordato che nell’estate del 2005 la mia SIm TIM Mobile aveva registrato un problema identico. A quel tempo avevo traslocato e il porta-sim saltò fuori dopo quattro mesi dalle scatole che man mano svuotavo; non ci fu niente da fare: l’operatrice mi ha confermato che non c’era nulla da fare e la TIM Mobile si tenne anche i 10 euro di ricarica esistenti sulla Sim. Come dire: l’utente ricarica una carta sim prepagata per ottenere dei servizi e l’operatore telefonico si trattiene quei soldi per servizi che non ha erogato! In contraddizione con una legge che stabilisce che non si può pagare per servizi non ricevuti o prodotti non consegnati, ecco lo stapotere delle compagnie telefoniche garantito per legge. Gli articoli di legge non dovrebbero garantire diritti differenti all’interno di una medesima classe di soggetti. C’est le vie!

Dunque, si telefona da un altro telefono al 119. Anche qui, una legge stabiliva di non utilizzare la numerazione telefonica avente 1 come numero inziale perché questi numeri potessero essere utilizzati per scopi di pubblica utilità, come il 118 ambulanze o primo soccorso, 112 carabinieri, 113 pronto intervento (manca una numerazione per la polizia stradale), 115 vigili del fuoco, 117 finanza; il 116 del soccorso stradale dell’ACI è stato spostato a 803116, ma il 119soccorso telefonico di pubblica utilità?- resiste! Come il 144, il 166, il 199…

Trovato il modo per parlare con un’operatore dopo numerosi tentativi, ecco la doccia fredda: l’operatore conferma che la scheda è scaduta a ottobre 2008, dopo che l’ultima ricarica era avvenuta a settembre 2007. Si è padroni di teelfonare poco? Si è padroni di utilizzare il cellulare più per essere chiamati che per chiamare? Pare di no: il cliente non è colui che ha un numero telefonico presso una compagnia di telefonia mobile, il cliente è colui che spende molti euro in telefonate…

Inoltre. Dal punto di vista commerciale, l’unico aspetto importante per i gestori di telefonia mobile, annullare una scheda comporta la cancellazione di un cliente, con conseguente danneggiamento del gestore nella classifica dei competitor. Quindi al gestore conviene non annullare le schede,anche se scadute, per mantenere una posizione superiore.

Il decreto Bersani non è rispettato? No, il problema è che è comparsa un’altra legge, approvata dal governo seguente: ogni governo si fa le leggi secondo i propri pensieri, annullando quelle dei governi precedenti, che le avevano proposte e approvate quando questi erano all’opposizione. Le leggi non vengono emanate per la comunità dei cittadini dello Stato di appartenenza? Dovrebbero essere differenti solo le modalità applicative da governo a governo, non i principi ispirativi!

Il decreto Bersani -anche qui il linguaggio è pur sempre politichese, cioè interpretabile da chi legge e da chi la dovrà mettere in pratica a modo suo- non interviene sulla scadenza della SIM, ma sulla scadenza del credito!
Che cosa vorrà dire E’ altresi’ vietata la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico o del servizio acquistato.? Vorrà dire che la mia ricarica potrà essere spesa anche oltre i 13 fatidici mesi oltre i quali ti disattivano permanentemente la Sim del cellulare? Il senso è che non possono obbligare l’utenza a consumare il credito del prepagato entro una data massima, come quella dei 13 mesi; ciò implica necessariamente che non scade nemmeno la Sim! E allora perché non ti permettono di utilizzare il credito residuo per tutto il tempo che si vuole? I processi durante un’eternità: è questo il deterrente più forte per coloro che vogliono che i propri diritti siano rispettati e che, al contempo, gli altri ottemperino ai propri doveri.

Dicevo. Legge 26/08/C del 25/7/2008. Uhmm, mese già noto per tanti decreti usciti di fretta e furia: la gatta frettolosa fece nascere gattini ciechi, dice un proverbio….

L’unica nota positiva è che il credito residuo me lo potranno restituire, ma il numero telefonico l’ho perso definitivamente. MI spediranno un fax con le istruzioni. Ma se le istruzioni, che l’operatore non mi ha reso note durante la durata della telefonata al 119, saranno come le seguenti…


E’ possibile richiedere la restituzione del traffico residuo di una SIM Ricaricabile?
Dal 4 marzo 2007 è possibile, esercitando il diritto di recesso previsto dal Decreto Bersani, richiedere la restituzione del traffico residuo in caso di disattivazione della SIM per scadenza, portabilità o qualora il cliente voglia comunque esercitare il diritto di recesso. La restituzione richiede l’acquisto di una Carta Servizi (a copertura dei costi sostenuti dall’operatore per la gestione dei recessi e delle richieste di rimborso) e l’invio di una richiesta scritta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo indicato nell’apposito modulo scaricabile direttamente online o disponibile presso un Punto Vendita autorizzato dell’operatore di telefonia mobile specifico.
L’importo restituito sarà pari all’ammontare risultante sui sistemi al momento di lavorazione e gestione della richiesta, al netto di ricariche omaggio previste o comunque associate a promozioni, opzioni o meccanismi di autoricarica previsti dal piano scelto e/o attivo e farà esclusivamente riferimento al traffico effettivamente acquistato e non goduto.


mi sa che non è conveniente: al solito, contrariamente alle dispozioni emanate da un’altra legge, pago per servizi non erogati! Ma non c’è nessun personaggio importante che conosca un bel numero di politici di spicco e rifaccia cambiare queste disposizioni di legge perché i cittadini comuni ne abbiano dei vantaggi?

Evviva me, fattispecie di cliente TIM!

In fin dei conti, non è conveniente fare ricariche consistenti; non pagando più la tassa di ricarica, è conveniente solo ricaricare per gli importi strettamente utilizzati epr le telefonate. Per esempio, ricaricare 50 euro e spendere 20 euro di telefonate all’anno non è una buona scelta alla luce del comportamento discutibilissmo degli operatori di telefonia mobile in Italia sulla scadenza delle Sim con disattivazione permanente delle stesse in merito a E’ altresi’ vietata la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico o del servizio acquistato. Ricaricare almeno annualmente per non perdere la Sim è una stortura dell’interpretazione della legge. In effetti, la reinterpretazione c’è e ed è costume italiano; ecco che cosa dicono le Norme d’Uso TIM. Addirittura TIMCard in breve: norme d’uso della TIM Card adeguate a seguito del Decreto Legge n.7/07 (Decreto Bersani)…non ho parole!


TIMCard in breve

TIMCard in breve: norme d’uso della TIM Card adeguate a seguito del Decreto Legge n.7/07 (Decreto Bersani).

NORME D’USO

1.1 La TIM Card può essere utilizzata sui telefonini GSM e sui nuovi telefonini di terza generazione permettendo di utilizzarne al meglio le potenzialità. Ogni TIM Card dà diritto all’accesso alla rete mobile di Telecom e all’utilizzo di una numerazione che, in base alla normativa vigente, è soggetta a condizioni d’uso effettivo ed efficiente.
La TIM Card, una volta inserita nel telefonino, consente di effettuare e ricevere chiamate in ambito nazionale ed è abilitata alle chiamate internazionali dall’Italia. Il Cliente potrà effettuare chiamate con l’acquisto di traffico prepagato; esauritosi il traffico, salvo il caso di ricarica, sarà esclusivamente possibile ricevere chiamate in entrata, conformemente a quanto previsto nel successivo articolo 4.1.
Tutto ciò senza necessità di abbonarsi né pagare l’anticipo conversazioni. Inoltre tutte le TIM Card possono effettuare chiamate dall’estero (Roaming internazionale) scegliendo una delle due modalità di addebito: direttamente sul traffico prepagato della propria TIM Card (tale servizio è disponibile per tutti i Clienti TIM con Ricaricabile, se l’operatore estero supporta il servizio) oppure su carta di credito (in tal caso è necessario richiedere l’attivazione gratuita della domiciliazione dei costi in Roaming su carta di credito). Per l’utilizzo all’estero della TIM Card, dovrà essere stata effettuata almeno una chiamata a pagamento dall’Italia.

2. Il Cliente, per potere attivare la TIM Card al traffico uscente, dovrà fornire al punto vendita una copia del documento d’identità e del codice fiscale per consentire la corretta acquisizione della propria anagrafica in rispetto a quanto previsto dall’articolo 6 comma 2 delle Legge 31/7/2005 n. 155 (recante Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale). Trascorsi pochi minuti dall’effettuazione della prima telefonata a pagamento, è possibile anche ricevere. Con la TIM Card sono già attivi gratuitamente i servizi di segreteria telefonica, fax, e-mail, avviso di chiamata. Il traffico prepagato è valorizzato secondo il profilo tariffario TIM Card prescelto.

3. La TIM Card potrà essere ricaricata presso i Centri TIM o presso i negozi “Il Telefonino TIM”, con i servizi di ricarica automatica di TIM, presso gli sportelli Bancomat o Postamat abilitati, via Internet, con la scheda Ricaricard, tramite il call center della propria carta di credito, con il servizio BancoTIM dal telefonino o con TIM Automatica con addebito su Bancomat o carta di credito, nelle ricevitorie Lotto e Totobit o tramite il terminale POS delle edicole, dei tabaccai e dei bar abilitati. Le ricariche sono disponibili in diversi tagli di traffico prepagato. Per conoscere tutti i dettagli sulle modalità di ricarica e relativi tagli visita il sito www.tim.it. Qualora il traffico effettuato dovesse superare l’importo del traffico prepagato disponibile, Telecom procederà all’addebito di tale differenza in occasione della prima ricarica.

4. Il Cliente potrà recedere, ai sensi della normativa vigente, in qualsiasi momento dal rapporto contrattuale con Telecom con un preavviso di 30 giorni inviando un fax con allegata copia di un documento di identità al numero verde 800600119; in tal caso la TIM Card verrà disattivata e Telecom potrà riassegnare a terzi il numero di telefono, onde garantire un uso effettivo ed efficiente delle numerazioni; ove alla data di efficacia del recesso residui sulla TIM Card del traffico acquistato non utilizzato escluso il traffico maturato grazie a sconti, bonus e/o promozioni (di seguito “Credito Residuo”), il Cliente potrà richiederne la restituzione a Telecom inviando l’apposito modulo debitamente compilato al numero verde indicato nel modulo stesso. L’importo che sarà restituito sarà pari al Credito Residuo risultante sui sistemi di Telecom alla data di efficacia del diritto di recesso esercitato dal Cliente, al netto di 5 Euro corrispondenti ai costi sostenuti da Telecom per la restituzione di detto importo (di seguito “Costi di Telecom”). Tale importo sarà restituito entro 90 giorni dalla data della richiesta, attraverso l’invio al Cliente di un assegno di traenza o accredito sul conto corrente le cui coordinate bancarie saranno debitamente indicate dal Cliente nell’apposito modulo.
In alternativa alla restituzione, il Cliente potrà richiedere il trasferimento del Credito Residuo su altra TIM Card propria o di terzi.
In assenza di qualsiasi richiesta da parte del Cliente, l’eventuale Credito Residuo resterà comunque imputato a nome del Cliente stesso nei sistemi informativi di Telecom.
Il Cliente prende atto e accetta che, ove l’importo del Credito Residuo fosse inferiore o pari ai Costi di Telecom, il Credito Residuo resterà imputato a nome del Cliente stesso nei sistemi informativi di Telecom ovvero, previa richiesta espressa del Cliente, trasferito su altra TIM Card del Cliente o di terzi.
Il Cliente prende altresì atto che, sia in caso di richiesta di restituzione del Credito Residuo sia in caso di richiesta di trasferimento dello stesso su altra TIM Card propria o di terzi, Telecom avrà la facoltà di compensare le somme eventualmente dovute dal Cliente a Telecom e inerenti il servizio prepagato con il Credito Residuo.
Per conoscere il Credito Residuo, il Cliente potrà contattare l’Assistenza Clienti TIM al numero 119.

4.1 Il rapporto contrattuale cesserà di produrre gli effetti previsti nelle presenti norme d’uso ove il Cliente non proceda ad alcuna ricarica della TIM Card per almeno 13 mesi tenendo presente che nel corso del tredicesimo mese il servizio funzionerà solo per la ricezione delle chiamate.

In tale ipotesi la TIM Card e la numerazione ad essa associata saranno disattivate.

Dal 29 dicembre 2008 potranno essere riattivate gratuitamente entro un ulteriore periodo di 11 mesi.

Trascorsi gli 11 mesi non sarà più possibile riattivare la SIM e la numerazione ad essa associata potrà essere riassegnata a terzi onde garantire un uso effettivo ed efficiente delle numerazioni.

L’eventuale Credito Residuo allo spirare dei 13 mesi sarà riconosciuto al Cliente secondo i termini e le modalità di cui al precedente paragrafo 4.


In definitiva, è stata abolita la tassa di ricarica dei telefoni cellulari ma è stata inserita la tassa per il recupero del credito residuo! Pazzia vera!

Le SIM dei cellulari possono essere disattivate dopo 13 mesi.ultima modifica: 2009-02-27T12:54:00+01:00da blog2blog
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