Pubblica Amministrazione e la telematica: una burla!

L’ammodernamento delle Pubbliche Amministrazioni.

L’informatizzazione degli Uffici Pubblici e relative Strutture Pubbliche.

In alto mare!

L’esempio dell’Agenzia delle Entrate per la corresponsione del Bonus Famiglia. Per arrivare alle seguenti informazioni occorre partire dalla Homepage dell’Agenzia delle Entrate->Strumenti->Modulistica->Comunicazioni e domande->Autocertificazione per la richiesta del “Bonus famiglia”


Presentazione richiesta all’Agenzia delle Entrate in via telematica

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Modello agenzia – pdf (aggiornato con le modifiche apportate dal Provvedimento del 12/02/2009) [scaricabile anche da qui]

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Istruzioni per la compilazione modello agenzia – pdf (aggiornate con le modifiche apportate dal Provvedimento del 12/02/2009) [scaricabile anche da qui]


E’ probabile che il successo per la presentazione via web della dichiarazione dei redditi sia stato così elevato che i tappi di spumante stappati rieccheggeranno per molti anni, oscurando le attività per l’immissione di nuovi servizi al cittadino visto come contribuente. Si spera di no, visti gli innumerevoli servizi che lo Stato può erogare telematicamente ai propri cittadini.

Il Bonus Famiglia e l’invio telematico. Questa la storia…

L’invio telematico. Poiché da tempo si utilizzano i servizi internet dell’Agenzia delle Entrate per redarre e presentare via web il modello Irpef annualmente, previa la registrazione con tanto di codice personale e protocollo https, la parola Invio telematico fà supporre che ci sia qualche diavoleria per trasmettere la richiesta del Bonus Famiglia una volta autenticati sul loro sito. L’unico documento disponibile era il Modello agenzia – pdf con le annesse istruzioni per la compilazioni; capirai: dati anagrafici, anno di riferimento dell’Irpef, codici fiscali di moglie e figli, ammontare del reddito lordo.

Ma un dubbio rimaneva: il documento è stampabile, quindi cartaceo, e non va d’accordo con la trasmissione elettronica via web. Ci si aspetta, al minimo, un form da qualche parte del sito da riempire e poi trasmettere dopo essersi autenticati, alla stessa stregua della presentazione telematica del Modello Unico, con tanto di ricevuta e attestazione -questa, però, lascia ancora a desiderare, poiché per coloro che dispongono dell’autenticazione via web all’Agenzia delle Entrate non è ancora disponibile -a costo abbordabile, non i 50-70 euro generalmente proposti- la SmartCard su dispositivo Usb per la firma digitale dei documenti e relativa procedura di autenticazione e veridicità. Qualche telefonata all’Agenzia delle Entrate ma nessuna conferma della data in cui verrà resa disponibile l’applicazione telematica per la richiesta del Bonus Famiglia. Eppure è molto diretta, poichè hanno telematicamente tutti i tuoi dati: basterebbe addirittura un click su Richiedi Bonus Famiglia

Il tempo passa e la data entro cui occorre inviare la richiesta si avvicina. Poco male: si stampa la richiesta, la si compila a mano e la si porta all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate di persona. Salassato da 2,10 euro -pari a una tassa dello 0,5% su 450 euro di Bonus- per 15 minuti di parcheggio, la risposta dell’ufficio ci rispedisce a casa: l’invio telematico passa attraverso un Caf! Che organizzazione! Quasi a sminuire l’efficiente servizio web per la dichiarazione annuale dei redditi. L’Agenzia delle Entrate emana, dalla porta, un documento a un suo cliente, documento che le ritorna dalla finestra per mezzo di un intermediario e non direttamente dal suo cliente. Mah!

Difatti:


Il bonus è attribuito ad un solo componente del nucleo familiare e non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini previdenziali e assistenziali né per il rilascio della carta acquisti.

Il bonus è erogato dai sostituti d’imposta e dagli enti pensionistici previa apposita richiesta prodotta dai soggetti interessati contenente una autocertificazione…


Ancora. Nel documento Modello_bonus_agenzia rettificato.pdf si legge:

La domanda può essere consegnata ad un intermediario previsto dalla legge…

Poco male. C’è da compilare anche la dichiarazione ISE da un Caf, si farà la trasmissione telematica da questo Caf. Il Caf serve molte persone, un’ora non è sufficiente: altro euro di parcheggio. La compilazione dell’ISE è gratuita; almeno questa è assente da storture trattandosi di documentio richiedibili/presentabili da famiglie a basso reddito. Ma il Bonus Famiglia no! Se non si è iscritti a un sindacato -ve lo chiedono senza preoccuparsi del fatto che si tratta di una informazione sensibile, molto più che un dato personale secondo la legge sulla tutela dei dati personali, al pari dello stato di salute e opinione politica…- l’invio telematico costa 5 euro!


D.Lgs. 196/2003 art. 4 comma1-d) “dati sensibili”, i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonche’ i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.


Nel documento Modello_bonus_agenzia rettificato.pdf si legge: Gli intermediari non devono acquisire il consenso per il trattamento dei dati personali, in quanto il loro conferimento è obbligatorio per legge.

5 euro è il costo del servizio! Su questo vi è da aggiungere l’Iva, poiché vi emettono regolare ricevuta: fanno 6 euro. Lo Stato percepisce 1 euro per ogni invio telematico della richiesta di Bonus Famiglia da tutti coloro che non appartengono a un sindacato o che non hanno un proprio consulente fiscale. La legge anti-crisi non è stata così lungimirante da non aver previsto l’assenza di tasse a fronte di servizi che lo stesso Stato elargisce come misure straordinarie in tempi di crisi economica: quando lo Stato deve esigere non guarda in faccia a nessuno!

6 euro per l’invio di una autocertificazione!

Il costo dei servizi saranno la fonte primaria delle entrate fiscali grazie alla natura fiscale data al federalismo così come introdotto nella modifica alla Costituzione Italiana; non diminuiranno, quindi, semmai aumenteranno a fronte delle necessità puramente finanziarie di Regioni, Province e Comuni. Lo Stato smette, quindi, di essere l’ente caritatevole che distribuisce ai suoi cittadini -persone fisiche e giuridiche- le risorse comuni secondo le necessità di ognuno, a mò del seguente versetto degli Atti degli Apostoli, 2-[44-45]:


Per inoltrare la domanda di richiesta di un Bonus Famiglia da 450 euro, se vi sarà riconosciuto, le spese sostenute sono state pari a circa il 2%! E dire che l’Agenzia delle Entrate -in questo caso specifico funge da Agenzia delle Uscite, una qualifica in cui poco si riconosce e, perciò, tende a operare di mala voglia- possiede tutti i dati fiscali e l’identificazione via web dell’interessato…

Pubblica Amministrazione e la telematica: una burla!ultima modifica: 2009-02-26T12:10:00+01:00da blog2blog
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