Crisi economica e fondi di magazzino.

Il ridotto potere d’acquisto dei consumatori, grazie agli stipendi in euro ottenuti dividendo quelli in lire italiane per 1936.29 e al prezzo in euro dei generi alimentari e non alimentari ottenuto dividendo il precedente prezzo in lire italiane per 1000, si riduce man mano sempre più complice l’attuale crisi economica. Ciò porta nelle tasche dei produttori, che credono ancora nella troppa pubblicità dei loro prodotti sui mass media più disparati investendoci migliaia di euro invece di ridirigerli a migliorare la qualità degli stessi, meno introiti netti; a loro volta, per mantenere più o meno invariate le quantità vendute, si lanciano in promozioni, offerte e sconti, sperando che gli acquirenti non facciano calare il volume d’acquisto desiderato.

E qui subentra il mercato poco onesto.

  • Cartellini con scritto offerte a caratteri cubitali che in realtà mostrano il prezzo del prodotto come era qualche settimana addietro; è sufficiente spostare i prodotti dallo scaffale, in cui sono solitamente riposti, per indurre gli acquirenti a trattare questi prodotti come offerte: sono raccolti, con poco ordine -e anche questa tattica vince-, all’ingresso dei centri commerciali e grandi supermercati. Spesso il prezzo non è aggiornato nel database delle casse d’uscita e occorre controllare, ricordando i prezzi esposti se non si vuole rientrare per avere o meno una conferma, tutto lo scontrino, per poi recarsi, in caso ce ne fosse il bisogno, all’Accoglienza -peraltro molto cortesi e professionali- per far notare che il prezzo esposto -c’è una legge che obbliga chiunque a vendere i prodotti al prezzo del cartellino esposto- non è stato rispettato dalla cassa d’uscita.
  • Depliant pieni di televisori LCD e al plasma a prezzi stracciati -a loro dire- ma non tecnologicamente validi: fondi di magazzino, per così dire. Facile vedere televisori High Definition 20″ a 200 euro e non capire perché un altro 20″ ne costa il doppio: quest’ultimo Full HD, a 1080 linee verticali, mentre l’altro è a 720 linee; l’altro a minor costo con poca capacità di regolazione del contrasto, poca luminosità e tempi di reazione per l’aggiornamento della scena video lunghi, una sola presa HDMI. Facile vedere televisori a minor costo che trasmettono immagini eccellenti solo perché alimentati da un lettore DVD sulla presa HDMI: poi, una volta comprato, a casa si collega il decoder alla presa Scart -la qualità è sensibilmente minore- e ci si accorge che la qualità è decisamente diversa da quella vista in negozio. <<Certo, se Lei un giorno riceverà il segnale televisivo digitale…>>, ma poco cambia se il decoder DTV sarà ancora attaccato alla presa Scart e non alla presa HDMI, poco cambia se il vostro lettore DVD invia il segnale video alla presa Scart del televisore e non alla presa HDMI con in negozio: e via, la prossima volta acquisterò anche il lettore DVD migliore…

E’ ciò che succede un mese prima dei mondiali di calcio e degli europei di calcio: un fitta esposizione di televisori sulla cui qualità è meglio, spesso, chiudere un’occhio.

<<Senza dubbio, il televisore LCD non ha gli stessi problemi di quelli a tubo catodico, o cinescopio; il cinescopio si esaurisce…mentre gli LCD durano fino a 10 anni…>>. I miei tv con cinescopio hanno avuto una vita un pò più lunga, avrei ribattuto, regolando la luminosità e il contrasto al giusto valore per sfruttare di meno i fosfori del tubo a raggi catodici. Gli LCD non si eauriscono ma con il passare del tempo “si bruciano i pixel“…

Crisi economica e fondi di magazzino.ultima modifica: 2009-02-26T10:23:00+01:00da blog2blog
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