Incentivi per il settore auto: produrre più auto per il 2009, senza nessun riferimento per tecnologie a emissione zero.

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» 2009-02-05 15:22
Auto: con incentivi 40.000 posti
Centro Studi Fleet&Mobility, comparto conta 400 mila addetti
auto_incentivi-93d41d144122adc969bf16bc983bb86c.jpg (ANSA) – ROMA, 5 FEB – Sono 40.000 i posti di lavoro collegati al settore auto che potrebbero essere salvati dall’intervento di sostegno allo studio del Governo.Stando alle aspettative piu’ ottimistiche, dovrebbe generare 400.000 immatricolazioni di auto aggiuntive rispetto a quelle inizialmente previste per il 2009. Lo afferma il Centro Studi Fleet&Mobility nell’ambito di un’analisi sull’impatto delle misure di sostegno al settore. L’intero comparto auto – nota il centro Studi – conta oggi circa 400.000 addetti.

Sostegno al settore auto, alla situazione attuale, all’andazzo di prodotti sul mercato obsolescenti, di pura conferma della stagnazione economica che parte dal 2002; nessun riferimento per intraprendere studi di ricerca e sviluppo sulle nuove tecnologie, tra le quali alcune già disponibili, per la produzione di mezzi di trasporto locali a emissione zero. Figuriamoci se si volesse finanziare la ricerca di base -non quella di ricerca e sviluppo, o R&D, che è ben altra cosa- sulla fusione nucleare.
Per le quattrcentomila automobili in più l’esborso dello Stato sarà, ammesso ed eventualmente concesso che ci saranno quattrocentomila persone che acquisteranno -dissanguandosi di almeno 10000 gocce di sangue- un’automobile nuova, di 400 milioni di euro, praticamente una social auto, più o meno come la social card. Tutto denaro pubblico fresco -grazie ai tagli disumani a scuole, università e sanità operati sin dall’estate scorsa senza concezione alcuna- che finisce in bonus, mò delle politiche dei centri commerciali, e non sotto forma di ammortizzatori economici. Questi utlimi, se presenti, funzioneranno anche nei periodi di floridezza economica a vantaggio, si spera, di quelle poche aziende che dovranno chiudere.

Lo Stato non pensa e non fa pensare al futuro, al dopo crisi economica, quando, anziché essere pronti con nuovi prodotti rinnovati tecnologicamente, ci si troverà a riprogrammare tutte le attività per rinnovare i propri prodotti: sarà allora che serviranno altri incentivi, e non ci saranno perché già erogati; un’altra lunga fase di stagnazione, come quella che parte dal 2002 in riferimento al PIL, in cui le aziende più forti riusciranno a stento a ripartire e quelle medio-piccole a battere cassa agli sportelli bancari. 

Questo tipo di sostegno è parente stretto, al massimo di secondo grado, del mercato del petrolio. 

E alla netta riduzione del rumore con l’impiego delle auto -e anche delle moto- elettriche non ci si pensa? Eppure studi recenti dimostrano una stretta relazione tra rumore e malattie…


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» 2009-02-03 17:59
Rumore traffico, piu’ rischi infarto
Lo evidenzia una ricerca svedese
rumore_infarto-5c0004e25a9516c292fd2440f06c64a4.jpg (ANSA) – ROMA, 3 FEB – L’esposizione a lungo termine all’inquinamento acustico aumenta il rischio di infarto. Lo dimostra una ricerca pubblicata su Epidemiology. Lo studio, condotto da esperti del Karolinska Institute di Stoccolma, ha coinvolto 3666 partecipanti (1571 infartuati e 2095 sani), evidenziando che chi abita in zone con una soglia del rumore stradale di 50 decibel, in realta’ piuttosto bassa e piu’o meno equivalente al rumore di una pioggia di moderata intensita’, rischiano un infarto il 40% di piu’.

Incentivi per il settore auto: produrre più auto per il 2009, senza nessun riferimento per tecnologie a emissione zero.ultima modifica: 2009-02-05T18:45:00+01:00da blog2blog
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