Domanda/offerta: forse non vale più con regole di mercato sbagliate.

Fonte.

» 2009-01-30 13:37
Quote latte: Cdm, ok decreto legge
Sana vicenda lunga 25 anni, costata ingenti multe
quote_latte_2009-epa24xcsX_20090124.jpg (ANSA) – ROMA, 30 GEN – Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sulle quote latte presentato dal Ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. Il Decreto sulle quote latte sana una vicenda che si trascina da 25 anni e che solo nella campagna lattiera 2007-2008 e’ costata all’Italia 160 mln di multe. Il decreto arriva dopo un accordo con Bruxelles siglato il 20 novembre scorso e che ha attribuito all’Italia 620.000 tonnellate di produzione in piu’ per un valore di mercato di 240 milioni di euro.

Una delle prime leggi di economia che si imparano riguarda l’andamento dei prezzi dei prodotti: la legge della domanda e dell’offerta.

La domanda è la quantità richiesta di un certo bene/servizio da parte dei consumatori e del mercato in generale, una volta che è stabilito il prezzo del bene/servizio e quanto i consumatori spenderebbero se il prezzo venisse a variare. A influenzare la domanda contrbuiscono alcuni fattori, come il prezzo del bene/servizio, il reddito dell’acquirente, le aspettative  per il bene/servizio acquistato, il costo del denaro.

Se il prezzo del bene/servizio aumenta, potrà succedere che alcuni consumatori smetteranno di acquistarlo del tutto, altri ne compreranno in quantità inferiori, altri non faranno varare le proprie abitudini di consumo: la conseguenza è che la domanda diminuisce.  Sel prezzo del bene/servizio diminuisce, allora quel bene diventa il mezzo più conveniente per il soddisfacimento di un particolare bisogno, per cui se ne acquisterà una quantità maggiore facendo diminuire la richiesta per quei beni/servizi il cui prezzo non è sceso: la conseguenza è un aumento della domanda. 

Domanda.jpg

La figura mostra l’andamento tipico della domanda: più il prezzo di un bene/servizio è alto, meno richiesta del bene/servizio vi sarà; più un bene/servizio si trova a buon mercato e viene venduto facilmente più il prezzo è basso. La relazione tra quantità e prezzo è dunque inversamente proporzionale: aumenta il prezzo, diminuisce la domanda e dimnuisce il prezzo aumenta la domanda.

La pendenza della curva può variare in relazione alle disponibilità finanziare degli acquirenti: in questo caso, il diagramma finale domanda/prezzo è la somma; esempio:

Sommaorizzontale.jpg

Si noti che l’aumento demografico fa slittare il diagramma verso destra.

L’offerta è la quantità di un bene/servizio che i produttori desiderano immettere nel mercato in un dato momento con un dato prezzo; si noti che immettere una quantità maggiore di un bene/servizio comporta un costo di produzione maggiore da sostenere per quel bene/servizio: di conseguenza sono necessari prezzi sempre più elevati per indurre i produttori a immettere sul mercato maggiori quantità del quel bene/servizio. Il diagramma per l’offerta è:

Offerta.jpg

Si noti che l’introduzione di innovazione tecnologica fa spostare il diagramma dell’offerta verso destra.

I diagrammi della domanda e dell’offerta esprimono, in modo semplificato, le modalità con cui acquirenti e venditori si incontrano per scambiare i beni/servizio

Il prezzo del bene/servizio: uguaglianza tra la quantità che gli acquirenti desiderano comprare e la quantità che i venditori desiderano vendere.  Il prezzo è il punto P del diagramma rappresentato nella seguente figura.

domanda_offerta.jpg

Un eccesso di domanda comporta la mancata capacità degli acquirenti di ottenere la desiderata quantità di quel bene/servizio al prezzo corrente: la conseguenza, auspicata da venditori poco onesti, è che gli acquirenti si potrebbero sentire  in grado di pagare pur di  ottenere quel bene/servizio. D’altro canto, i venditori non saranno in grado di variare repentinamente la quantità di quel bene/servizio per soddisfare la domanda, per cui aumenteranno i prezzi per guadagnare di più e innovare tecnologicamente la produzione per produrre di più, anche l’innovazione, per quanto detto prima, comporta comunque una maggiorazione del prezzo precedente. I venditori disonesti non innoveranno le proprie aziende: per esempio, introdurre sistemi per il contenimento dell’inquinamento ambientale. In definitiva, se un bene/servizio scarseggia il suo prezzo lievita, mentre se è abbondante il suo prezzo tenderà a scendere. In altri post di questo blog si è già messo in luce questo meccanismo per il binomio petrolio-carburanti.

 Con un eccesso di offerta le aziende produttrici non riescono a vendere la quantità di quel dato bene/servizio che hanno immesso nel mercato a quel prezzo: solitamente le aziende tenteranno di introdurre sconti e promozioni per indurre gli acquirenti a comprare; un pò quello che succede nei tempi di crisi economica con la contrazione dei consumi. D’altro canto, gli acquirenti, di fronte al bene/servizio invenduto, potrebbero anche ridurre la propria disponibilità a pagarlo per ottenerlo. Tutto ciò porta a una diminuzione del prezzo.

 

VariaDomandaOfferta.jpg

La legge.

In un libero mercato, in condizioni di concorrenza perfetta, i prezzi di beni e servizi sono determinati dall’incontro della domanda e dell’offerta.

Questa regola funziona in un libero mercato e in condizioni di concorrenza, non auspicata ma reale e onesta. Se il mercato non è libero e in condizioni di monopolio -vendita delle sigarette- e di cartello -i venditori si mettono d’accordo tra loro-, la legge della domanda e dell’offerta non può funzionare.

Se il raccolto  degli ortaggi viene danneggiato da eventi atmosferici, la scarsità degli ortaggi immessi nel mercato  ne farà salire il prezzo.

Oppure. In condizioni di raccolti particolarmente abbondanti -pomodori, frutta, latte- si è assistito in passato alla distruzione di parte dei raccolti in modo da diminuire l’offerta di quel prodotto allo scopo di mantenere  il prezzo a un livello considerato adeguato, per loro ovviamente e non per i consumatori. In effetti, quello che è successo con il prezzo del petrolio è lampante: davanti a un calo della domanda di benzina e gasolio a causa della crisi economica in atto che costringe le famiglie a ridurre i consum, nemmeno l’aumento del numero di barili di petrolio giornalieri ha potuto riportare il prezzo a livelli superiori a 70 dollari/barile.

Intanto, il prezzo del latte aumenta  nel 2009… e per non far diminuire il prezzo del latte al dettaglio ci si mette anche un provvedimento europeo, le quote latte: non si può dire alle vacche di diminuire il latte prodotto giornalmente, la vita biologica non è sotto il completo controllo dell’uomo! Il latte in eccesso veniva sì utilizzato ma al costo di multe salate imposte dalla Comunità Europea. Accidenti che comunità…

comunità s. f.
1 l’insieme delle persone che vivono sullo stesso territorio o che, non vivendovi, hanno origini, tradizioni, idee, interessi comuni: comunità rurale,…

che persegue interesse comuni! 

Ci si attende ora che l’aumento delle quote latte, come spiegato dalla legge domanda/offerta, anche in presenza di un mercato non propriamente libero soggiogato da regole, come le quote latte o l’importazione coatta di prodotti simili da altri paesi della UE  anche se questi sono la primizia in qualità e abbondanza-l’olio extravergine di oliva italiano, pomodori, prodotti agricoli non OGM-, comporti una diminuzione sensibile del prezzo del latte,  oramai compreso tra 1,39 e 1,57 euro/litro.

Domanda/offerta: forse non vale più con regole di mercato sbagliate.ultima modifica: 2009-01-30T18:38:00+01:00da blog2blog
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Domanda/offerta: forse non vale più con regole di mercato sbagliate.

  1. Certo che la legge della domanda e dell’offerta è sbagliata vale solo nelle scuole, e sui libri; lo sanno tutti che quando cala la domanda i prezzi salgono, per compensare i ridotti guadagni, con più concorrenza prezzi più alti è una legge naturale e la natura non guarda in faccia a nessuno più concorrenza meno si vende per cui si aumentono i prezzi per compensare è sempre stato così; poi nelle economie di grande scala il fattore è ancora più marcato i costi sono calcolati per ritmi produttivi al limite se si vende meno aumentono di conseguenza i prezzi. E’ così semplice.

    Gli economisti sanno nulla?

  2. Nelle scuole, almeno fino alle superiori e nelle università sin dalla riforma del 3+2, si espongono gli argomenti di tutti gli insegnamenti solo dal punto di vista introduttivo, teoricamente ben esposti, che gli allievi riescono a mettere in pratica con duri sforzi nelle situazioni reali: ne soffre la competenza, pur con abilità e conoscenza spinte.
    Ciò per dire che la regola di mercato della domanda e dell’offerta non funziona se si è in presenza di fenomeni di cartello, cioè concorrenza sleale, e di operatori di mercato disonesti. Queste due variabili non sono tenute in conto nella definizione esposta, quella conosciuta dai più; l’articolo mette in luce che il mercato non è libero, o meglio: mercato libero non significa che non debbano esistere regole che lo facciano funzionare bene, perché “in un libero mercato, in condizioni di concorrenza perfetta, i prezzi di beni e servizi sono determinati dall’incontro della domanda e dell’offerta”, bensì significa libero da costrizioni di natura opportunistica e delinquenziale. Tant’è che il prezzo del latte al dettaglio è rimasto a 1,42 euro al litro, mentre il prezzo alle stalle diminuisce e le quote latte sono state aggiornate a livelli poco più che accettabili, anche se l’importazione rimane troppo elevata.

Lascia un commento