Il ponte sullo Stretto e la Tirrenia.

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» 2009-01-21 19:47
Tirrenia: riprogrammato stop 4- 5/2
Oltre allo sciopero i sindacati indicono manifestazione a Roma
tirrenia_privatizzazione-0af68783edef3a4d0e71ca520620eb6d.jpg (ANSA) – ROMA, 21 GEN – E’ stato programmato di nuovo per il 4-5/2 lo sciopero di 48 ore dei lavoratori del Gruppo Tirrenia inizialmente indetto per il 27-28/1. Lo annunciano in una nota congiunta Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti assieme a una manifestazione a Roma per il 4/2. Per il sindacato ‘sono preoccupanti le condizioni della vertenza’ perche’ ‘la situazione sembra evolversi verso un’accelerazione incomprensibile del processo di privatizzazione senza una verifica preventiva con i sindacati.

Dopo l’Alitalia e Airone, trasporto aereo, è arrivato il momento anche per il trasporto via mare: la privatizzazione della Tirrenia. Sembra che dei fiori all’occhiello italiani non debba rimanere più niente; tanta fatica per mettere su imprese fatte nascere e garantite dallo Stato per regalare a privati un prodotto confezionato.

La Tirrenia è un grosso gruppo che garantisce i collegamenti con tutte le isole italiano; nel Tirreno gestisce i collegamenti Sardegna-Penisola italiana, Napoli-Palermo, Napoli-Cagliari, Cagliari-Palermo/Trapani. Indubbio il ruolo primario nel collegamento dei trasporti pesanti tra Napoli e Palermo, collegamento che evita tutto il tratto autostradale Napoli-Salerno-Villa San Giovanni-Messina-Palermo lunghissimo, tediosissimo, stretto -ponte.JPGpericoloso -uno sguardo va alle raffiche di vento che fanno da padroni lungo i numerosi viadotti calabresi infierendo contro tutti i furgonati- e che risolve la distanza tra il “Continente” e la Sicilia per l’approvvigionamento e il trasporto merci.
D’altro canto, il ponte sullo Stretto allaccia la Sicilia a una zona in Calabria a bassissimo sviluppo economico-industriale che, semmai, dovrebbe raccordarsi alle prime strutture industriali del Mezzogiorno poste ben lontano dana-reggio-jpg.jpg Villa San Giovanni. Per i camionisti significherebbe una intera giornata di viaggio -Napoli via autostrada è a circa 7 ore di distanza- insieme a un costo carburante e autostradale -non si dimentichi la proposta di dare in mano a privati la manutenzione di alcuni tratti stradali italiani per la manutenzione, cosa che implicherà l’imposizione di un qualche ticket sul percorso autostradale…- sicuramente proibitivi da far lievitare i prezzi dei beni di prima necessità trasportati; di contro, attraverso la Tirrenia via mare, i camionisti si imbarcano a Napoli la sera su navi, Florio e Rubattino di buona qualità, che li porteranno la mattina seguente, alle prime luci dell’alba, a Palermo, completamente riposati.

La Tirrenia rappresenta a tutti gli effetti una infrastruttura, visti gli inconfutabili servizi per la comunità: 6 ore di riposo e zero costo carburante invece di quasi 7 ore di viaggio. 

Non vi è una realtà tra le due sponde dello stretto di Messina tale da promuovere la costruzione di un ponte: l’unico beneficio sarà per i lavoratori che riceveranno lavoro per giusto il tempo della costruzione, 6 anni circa, che aumenteranno viste le precedenze italiane nella costruzione di infrastrutture: questa non è aumento dell’occupazione, perché transitoria.

Non vi sarà un beneficio per i turisti, visto che i più furbi si imbarcheranno a Napoli per raggiungere riposati la Sicilia, senza sostenere il gravoso viaggio attraverso tutta la lunghezza autostradale della Calabria.

4.732 milioni di Euro di cui 3.410 per il ponte 1.322 per gli allacci stradali e ferroviari.

Il ponte sullo Stretto e la Tirrenia.ultima modifica: 2009-01-21T20:50:00+01:00da blog2blog
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