Grazie ai nostri medici e alle Sanità all’estero.

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» 2008-12-02 20:28
Staminali: primi test cura infarto
Li sperimentera’ a Boston l’italiano Piero Anversa
staminali_nervi-5436ad4398ac8db22b66ab4a72fc5875.jpg (ANSA) – MILANO, 2 DIC – Cellule staminali cardiache infuse nel cuore per andare a riparare la zona infartuata, ristabilendo la contrattilita’. Lo tentera’, in uno studio preliminare sull’uomo (fase 1), l’italiano Piero Anversa, direttore del laboratorio per la medicina rigenerativa del Brigham and Womens Hospital della Harvard University di Boston. ‘Pensiamo di arruolare – ha detto Anversa – il primo paziente gia’ prima di Natale’. La sperimentazione sara’ su 40 pazienti, seguiti per due anni.

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In pratica, in un cuore dopo aver subito un infarto acuto prolificano Cellule Staminali Cardiache, CSC, che vanno a riparare i tessuti colpiti dall’infarto acuto; la riproduzione delle CSC è minore, però, quando il danno è cronico. Che cosa si fa? Si prelevano le CSC dal tessuto cardiaco, le si fanno riprodurre in vitro e le si iniettano nei tessuti cardiaci mediante autotrapianto. Un effetto collaterale benefico è l’assenza di rigetto.

E’ questo l’apporto alla medicina di Piero Anversa, un italiano da Parma, che si trasferì all’età di trentatrè anni negli Stati Uniti; è professore di medicina cardiovascolare, microbiologia, patologia e  immunologia, un percorso scientifico di studi ad alto livello che non ha niente a che fare con quanto succede in Italia ove dichiariamo concluso l’interazione con gli studi non appena conseguita la laurea, vista, quindi, come obiettivo finale e non come inizio di un percorso di apprendimento di eccellenza nella disciplina scelta.

Da rimarcare l’apporto di una ventina di persone, tra professori ordinari, ricercatori associati, post-dottorati e studenti in corso, che collaborano insieme nel laboratorio.

Va evidenziato che Piero Anversa ha coronato il suo successo dopo trent’anni di ricerca in medicina cardiovascolare: i cervelli non vanno identificati solo con i giovani ricercatori, giovani dal punto di vista anagrafico, gli unici che possono fare ricerca; dovranno essere iniziati a fare ricerca, con laboratori appropriati, con mezzi appropriati, con retribuzioni adeguate. Ineccepibile è l’apporto alla ricerca anche da personale non più giovane anagraficamente, dei quali bisogna tenere conto l’esperienza acquisita nel campo di interesse scientifico di base.

The Cardiovascular Research Institute team, directed by Piero Anversa, M.D., seated, is conducting groundbreaking research in heart failure and the role of diabetes in cardiomyopathy.  His right hand man, Jan Kajstura, Ph.D., assistant professor of medicine, left his native Poland eight years ago expressly to join Dr. Anversa’s investigation of coronary heart disease.

 

Grazie ai nostri medici e alle Sanità all’estero.ultima modifica: 2008-12-03T00:40:00+01:00da blog2blog
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