Università per infermieri. Perché no.

Fonte.

» 2008-11-22 12:47
Ocse, in Italia troppi medici
Piu’ alto numero per abitante, troppa concorrenza per il lavoro
ocse_medici-519da443ba713f920c2777bf3275eaa9.jpg (ANSA) – ROMA, 22 NOV – In Italia ci sono troppi medici, a fronte di una carenza di infermieri. Lo rileva il Rapporto Ocse sulle risorse umane in ambito sanitario. L’Italia ha il piu’ alto numero al mondo di medici per abitante: piu’ di 600 ogni 100 mila abitanti. La competizione nel settore pubblico e’ alta e spesso i giovani devono aspettare a lungo prima di ottenere un posto di lavoro. Mancano invece gli infermieri: nel 2006 la carenza era di circa 60 mila professionisti con il 15% dei posti di lavoro scoperti.

La missione e gli obiettivi dell’OCSE.


La Delegazione Permanente d’Italia presso l’OCSE, con sede a Parigi, ha il compito di rappresentare l’Italia presso:
  • l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico
  • le Organizzazioni semi autonome della “famiglia” OCSE, come l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) e l’Agenzia per l’Energia Nucleare (NEA), la CEMT (Conferenza Europea dei Ministri dei Trasporti) il GAFI ( Gruppo di Azione Finanziaria di Intervento)
  • alcune Istituzioni internazionali autonome (distinte dal sistema OCSE) con sede a Parigi, come l’Agenzia Spaziale Europea (ESA)

L’Italia è membro dell’OCSE dal 1961, mentre fa parte dell’AIE dal 1973, della NEA dal 1974 e dell’ESA dal 1973.

Attraverso il lavoro della Rappresentanza Permanente, l’Italia cura e sostiene gli interessi nazionali nel Consiglio OCSE, che è l’organo decisionale più importante dell’ente – ove siedono i Rappresentanti Permanenti dei Paesi membri – e presso i numerosi Comitati dell’Organizzazione, in stretta sinergia con le Amministrazioni statali tecniche volta a volta interessate. D’altro canto, la Rappresentanza svolge un’azione di diffusione in patria, presso le Amministrazioni nazionali e per il più grande pubblico, della eccellente produzione tecnica e scientifica dell’Organizzazione.

La Delegazione italiana si compone di personale diplomatico, funzionari provenienti da altre amministrazioni pubbliche e  di staff di supporto.

Nelle pagine interne sono elencate le materie che costituiscono oggetto del lavoro dell’OCSE con l’indicazione del funzionario titolare competente, cui si puo’ fare riferimento per ogni supplemento di informazione.


  Dall’Ocse la considerazione che ci sono troppi medici Italia; non viene detto se sono troppi coloro che si laureano in medicina o i medici che già lavorano.
Se vale la prima ipotesi, vorrà dire che le stime fatte nell’esame di ingresso nelle università che adottano il numero chiuso sono errate o che il numero di studenti ammessi agli studi in medicina è calcolato in riferimento alle entrate nelle casse dell’università dovute alla tassa di immatricolazione annuale.
Il numero chiuso non è la soluzione per sopperire a un elevato numerio di iscritti, rappresenta una trovata stupida che non fa dell’università una struttura pubblica che, per forza di cose, deve essere aperta a tutti, indistintamente senza discriminazione alcuna; discriminazione è anche la selezione per tasse di iscrizione ove le famiglie che non se lo possono permettere non potranno mai capire se i propri figli sarebbero mai potuti essere dei cervelli.
Le tasse di immatricolazioni annuali sono introiti necessari alle università per sopravvivere, per sopravvivere, dunque, e non per fornire agli studenti servizi di eccellenza. Chissà perché i costi per l’eccellenza sono sempre pensati alti dai non addetti ai lavori; costoro, che sono comunque chiamati a esprimere una propria opinione, li chiamano sprechi.

Oltre a chiudere i corsi universitari frequentati da pochi studenti – quindi, non più eccellenza, ma istruzione uguale per tutti – occorrerebbe chiudere anche i corsi sovraffollati.

Università per infermieri. Risposta all’assenza di scuole di formazione.

Ecco la notizia Ansa riportata da Yahoo anziché dal sito ufficiale Ansa.


(ANSA) – ROMA, 22 NOV – In Italia troppi medici, a fronte di una grave carenza di personale infermieristico. Una anomalia segnalata dal Rapporto Ocse sulle risorse umane in ambito sanitario 2008, pubblicato sul sito del centro di epidemiologia dell’Istituto superiore di Sanita’ (Iss). L’Italia, rileva l’Ocse, ha il piu’ alto numero al mondo di medici per abitante: piu’ di 600 ogni 100 mila abitanti nel 2005. I medici appartenenti alla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) sono circa 370 mila, di cui un terzo lavora negli istituti pubblici. Inoltre, secondo l’Ocse, la competizione tra medici nel settore pubblico e’ molto alta e spesso i piu’ giovani devono aspettare a lungo prima di riuscire a ritagliarsi un posto di lavoro. E’ allarme, invece, per la carenza di infermieri: secondo la Federazione nazionale dei collegi degli infermieri (Ipasvi), nel 2006 la carenza ammontava a circa 60 mila professionisti (su un totale di infermieri pari a 348.415 nel 2005), per una mancanza di copertura dei posti di lavoro pari al 15%. La carenza di infermieri, sottolinea il rapporto Ocse, ”potrebbe essere in parte colmata dall’assunzione di personale proveniente dall’estero. Ma a causa della competizione con i Paesi esteri, che offrono salari piu’ alti e condizioni di lavoro migliori, e delle complesse politiche di immigrazione, il numero di infermieri stranieri in Italia e’ ancora molto basso: 6730 nel 2005”. (ANSA).

Quale sarà l’originale?

 <<La competizione nel settore pubblico e’ alta e spesso i giovani devono aspettare a lungo prima di ottenere un posto di lavoro>>. Ad appesantire le uscite del Sistema Sanitario Italiano contribuisce quest’altra trovata.


Fonte.

SANITA’: BRUNETTA, CONCORSI INTERNAZIONALI PER PRIMARI

(ANSA) – MONTESILVANO (PESCARA), 22 NOV – “Cominciate a fare concorsi internazionali per i primari dei vostri ospedali”: è il consiglio dato dal ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, ai governatori delle Regioni italiane, a cominciare da quello che sarà eletto nelle prossime settimane in Abruzzo. Intervenendo a Montesilvano ad un convegno di Confindustria, Brunetta ha indicato questo sistema come “infallibile per essere rieletti a furor di popolo: costituite commissioni di concorso – ha suggerito – composte dal numero uno, dal numero due e dal numero tre al mondo in quel settore”. Altro consiglio é di “fare appalti finalmente trasparenti”. (ANSA).


Quanto sarà il costo di ogni commissione perché si scelga il primario di un ospedale? O il numero uno, il numero due e il numero tre al mondo parteciperanno aggratis alla nomina del primario negli ospedali d’Italia? Non vorranno, forse, essere pagati al livello dei loro emolumenti standard per la posizione emergente di eccellenza che occupano? Forse il costo del biglietto aereo – prima classe business o vip – e il tipo di soggiorno – alberghi a cinque stelle luxury – e, a complemento della vacanza in Italia, la retta giornaliera dovuta al loro intervento nelle commissioni non saranno parte delle spese delle commissioni di concorso? Questi sono sprechi!
Università per infermieri. Perché no.ultima modifica: 2008-11-22T21:12:00+01:00da blog2blog
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