Stime della ripresa economica. (I).

Fonte.

» 2008-11-15 09:39
Pil: Confindustria abbassa le stime
– 0, 4% 2008, – 1% 2009: aumentare investimenti, ridurre tasse
 (ANSA) – ROMA, 15 NOV – Confindustria rivede al ribasso le stime di crescita, con un Pil a -0,4% per il 2008, e una contrazione ancora piu’ profonda nel 2009, a -1%. Le precedenti stime, seppure negative, erano meno pessimiste: -0,2% nel 2008 e -0,5% nel 2009. ‘Non sono piu’ rinviabili misure di rilancio dell’Economia’, afferma Confindustria chiedendo ai governi nazionali di sostenere ‘la domanda attraverso investimenti pubblici, riduzione delle imposte sui redditi bassi e agevolazioni agli investimenti per le imprese’.

Stima di crescita.

Definizione
crescita
s. f. il crescere, l’essere cresciuto: la crescita dei denti; il periodo della crescita | crescita economica, l’insieme degli aspetti quantitativi dello sviluppo economico.

 dunque,

Definizione
crescere
v. intr. [pres. io crésco, tu crésci ecc. ; pass. rem.io crébbi, tu crescésti ecc. ; part. pass. cresciuto; aus. essere] 
1 diventar più grande, raggiungere lo stato adulto in seguito a sviluppo naturale (di uomini, animali e piante): un bambino che cresce bene; nel suo giardino gli alberi crescono con difficoltà 
2 (estens.) trascorrere gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza; essere allevato: è cresciuto in casa nostra 
3 aumentare di altezza, peso, volume, numero, livello, intensità; accrescersi, diventare maggiore: crescere in, di statura; è cresciuto (di) due chili; il livello dell’acqua cresceva; farsi crescere i baffi; la nostra famiglia crescerà; il caldo è cresciuto 
4 (fig.) progredire, migliorare, avanzare: crescere di grado, in potenza, in fama

indica un aumento, cioè un progredire quantitativamente da uno stato ad un altro; in altezza, con l’altezza che aumenta, man mano, da un metro a un metro e cinquanta, di pesa, con il peso, man mano da una situazione in cui il peso è un chilogrammo a una successiva in cui il peso è due chilogrammi, e così via.
La stima è il credere che si possa verificare una certa situazione nel futuro, a parte i dati su cui questo credere poggia.
Perchè non parlare apertamente di recessione? La recessione non è del 2008, ma è del 2009, altro anno, minimo, di contrazione, non di crescita al ribasso, dell’economia italiana; se il 2010 vedrà un leggero miglioramento, questo sarà dovuto ai provvedimenti presi ora: indi, non tagli, ma investimenti

Definizione
investimenti
s. m. 
1 (econ.) creazione di nuovi mezzi di produzione: beni d’investimento; remuneratività dell’investimento; investimenti privati e pubblici;politica degli investimenti, quella che cerca di stimolarli per accrescere l’occupazione | (estens.) l’ammontare della somma investita: un investimento di 10 miliardi 
2 investimento (finanziario), impiego di fondi in forme (azioni, titoli di stato, immobili, oro ecc.) che prospettano un reddito più elevato o un aumento del valore reale: l’investimento immobiliare protegge dall’inflazione 

cioè, nuovi mezzi, non togliere da una parte, es. tagli nella scuola per 7 miliardi di euro in 5 anni, per destinarli da un’altra parte; cioè, impiego di fondi che prospettano un reddito più elevato, un aumento del valore reale, es. 1) più fondi alle università per aumentare il numero di borse di studio e posti da dottorandi (non da ricercatori in questo frangente), che non vadano però solo ai più bravi (in ricerca non ci sono bravi!), questi ultimi daranno gettito a nuove ricerche e a pausa negli investimenti per nuovi posti di lavoro per almeno tre anni, con l’effetto di aver accresciuto la preparazione culturale e tecnica dei nostri ragazzi, padroni del loro, e anche del nostro, futuro; 2) la retribuzione della cassa integrazione non ferma ai 700 euro, che in questo modo sovvenziona nuova povertà, ma riveduta per ricreare e mantenere in questa posizione coloro che fanno, o facevano, parte del ceto medio.

Quale che sia la retribuzione che permetta di vivere degnamento oggi, indi non in povertà, non è ancora oggetto dei mass media. 

Stima di crescita, dunque, si riferisce a una andamento per il quale si assiste a un aumento, a un miglioramento, per esempio del Pil da -0.2% a -0.1%; dunque, proferire sitma di crescita una stima del Pil da -0.2% a -0.5% (una progressione di numeri aventi segno negativo che si allontanano progressivamente dallo 0 aumentando in valore assoluto sigifica diminuzione, visto che sono numeri negativi) è un dire sbagliato, politicamente corretto. Stima di crescita al ribasso è quanto mai discutibile, forse meno nella lingua parlata di tutti i giorni quando l’ufficiliatà non è richiesta; rimane stima di crescita che aiuta a dare un significato meno pesante alla situazione che si sta attraversando.

L’altro pensiero va alle stesse stime, di crescita, precedenti: la situazione economica è peggiorata in meno di un mese? Che sia peggiorata è assodato, ma non aver guardato alla Francia che aveva già dichiarato di essere in recessione tecnica e di aver pensato che l’Italia potesse essere immune è abominevole. A quel tempo, la parolina aveva ottenuto i suoi effetti.

Investimenti pubblici. Beh, un segnale c’è già stato, a dir loro, 165 euro lordi ai dipendenti pubblici, aumento dichiarato indennità di vacanza contrattuale 2008, che le persone attente terranno nel loro portafogli anziché lanciarsi nelle spese pazze per il Natale 2008. Che sia da definirsi una misura per il rilancio dell’economia deriva dal fatto che il Ministro l’ha metterà nella finanziaria (da quando le una tantum sono materia di legge finanziaria?).

Riduzione delle imposte sui redditi bassi. Serve a coprire, per farlo dimenticare, la messa in atto della detassazione delle tredicesime.
Il ceto medio è, da tempo, in via di assottigliamento; numericamente, una parte va a incrementare quella categoria di persone non soggette a IRPEF mentre l’altra la categoria dei ricchi. Eh sì, la crisi, oggi attuale ma da tempo in sordina e opportunamente nascosta (speriamo che non lo si sia voluta prendere sottogamba), ha reso i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi.
Ridurre le tasse. Si presuppone che questa indicazione, del tutto generica e simile a uno slogan, sia per i redditi più bassi; l’aumento, in questi anni, della popolazione con redditi più bassi ha già di fatto diminuito l’introito IRPEF (non si dirà che c’è stata una crescita al ribasso del gettito IRPEF, n.d.r., al pari della notizia Ansa di questo post), dovuto alla progessiva scomparsa del ceto medio, che ha sempre contribuito al gettito maggiore nelle casse del Stato. Lo sbilanciamento sarà reso ancora più evidente se le imposte sui redditi bassi verranno ulteriormente, e giustamente, diminuite; a fronte del medesimo slogan di Obama in campagna elettorale, il minor gettito IRPEF proveniente dai redditi più bassi dovrà essere compensato, come IRPEF, con un gettito maggior sui redditi più alti o altissimi, vedi il reddito del barbiere dello Stato che lavora al Senato. Quache tecnico al Ministero dell’Economia ha già fatto questo calcolo? Di quanto aumenteranno le aliquote per i redditi elevati? IN passato, quelle aliquote sono state diminuite…e il minor introito mai compensato, se non con tasse a pioggia, proprio come i tagli nella scuola e nell’università.
Perché sarà completamente fuori strada colui che oserà compensare il minor getto IRPEF con tasse imposte in altri settori, magari in quei settori dove, guarda caso, lavorano le persone con redditi bassi e agevolati, si spera, da IRPEF minore. Ciò già succede, per esempio, per quelle categorie di lavoratori in proprio che pagano anchl’IRAP del proprio ufficio.

Agevolazioni agli investimenti per le imprese. Un sinonimo di aiuti alle banche, che si dicono non essere più in grado di garantire liquidità alle imprese, piccole e medie (quelle grosse sono carrozzoni sempre sotto i finanziamenti dello Stato). Duemila imprese che ogni anno aprono e chiudono nel nord-est italiano: perché?

 
Stime della ripresa economica. (I).ultima modifica: 2008-11-15T12:22:00+01:00da blog2blog
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