Coscienti del bisogno universale della ricerca

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» 2008-11-10 23:21
Aids: scoperta molecola microbicida
Aiutera’ le donne a proteggersi dal virus
aids_81f65d8763aa066ee22931ec79e4c8ee.jpg (ANSA) – GINEVRA, 10 NOV – E’ stata messa a punto una nuova molecola microbicida il cui sviluppo potrebbe aiutare le donne a proteggersi dal virus dell’Aids. La scoperta e’ dei ricercatori dell’Universita’ di Ginevra e della Fondazione svizzera Mintaka. A Ginevra gia’ nel 2004 era stata sviluppata una proteina in grado di proteggere da infezioni vaginali, ma il prodotto era troppo costoso per i Paesi poveri. Il nuovo microbicida e’ altrettanto efficace ma meno caro.

 


 Si continua a mandare tonnellate di derrate alimentari a chi muore di aids! Forse ai paesi industrializzati conviene così, il cibo inconsapevolmente viene considerato l’aiuto umanitario per eccellenza; forse per la storia, maestra di vita, così densa di accadimenti di carestie, poco cibo per i sudditi, ecc…
Dopo aver varcato la soglia del terzo millennio, la consapevolezza del costo dele medicine per curare le malattie  che colpiscono non centinaia di migliaia di persone, bensì interi popoli e, trasversalmente, più popoli è ancora molto forte: i soldi sono ancora l’obiettivo preferito, a scapito degli altri!

I farmaci sono frutto, per come si dice, di ricerca; per come viene comunemente detto, le industrie farmaceutiche investono un’enorme quantità di denaro per trovare nuovi, più potenti o efficaci, farmaci (alcune volte, però, sono sempre gli stessi principi attivi in confezioni etichettate con un nome diverso dal precedente) in risposta alle malattie che flagellano il genere umano (wow, che termini altisonanti, che fanno presa sul popolino, che invece oggi attraverso lo studio possibile anche per i meno fortunati economicamente possono accedere alla cultura di base). Si dice che l’investimento in denaro è enorme: il prezzo delle confezioni dei medicinali è così rapportato agli sforzi economici sostenuti; il prezzo delle confezioni dei medicicnali viene mantenuto per il tempo necessario a ripagarsi delle spese sostenute. Si pare, in questo modo, un pericoloso sillogismo, che vorrebbe associato il termine ricerca all’utilità innegabile (vorrei capire quele indicatore ci possa mai essere per definire innegabile un qualcosa, un indicatore che definisca oggettivamente l’utilità) di un ritorno economico. E’ quanto si asserisce da qualche mese anche per la scuola italiana per la quale i provvedimenti presi sono partiti dalla considerazione che … non è possibile che tutti i soldi, che si spendono nella scuola, vadano negli stipendi del personale, docenti, tecnici, presidi e amministrazione…

I due concetti di ricerca sono di per sé diversi, il primo è la ricerca industriale, che esiste grazie alla ricerca di base a totale costo dello Stato che istruisce così i lavoratori del domani, che si formeranno nelle industrie, l’altro è la ricerca universitaria (ahimè, dovrebbe, invece, essere allargata anche in tutti gli atri stadi della scuola, ma necessiteranno strutture e mi pare che di soldi in più, anche per il riammodernamento culturale ma figuriamoci per quello dei laboratori e del personale docente, non se ne vogliono impiegare. La ricerca industriale, che deve ricevere finanziamenti , visibili e alla luce del sole e consultabili da tutti (non che, al contrario, per ogni cosa di dominio pubblico che si chiede negli uffici dello Stato occorre fare domanda scritta e, scandalosamente, motivata!) per gli obiettivi raggiunti a totale beneficio di tutti, è soggetta al ritorno economico; non potrebbe, altresì, mantenersi e rimanere attiva senza dei guadagni, che a loro volta verranno impiegati per sostenere altre ricerche in futuro. La ricerca industriale, per poter esistere, collega il proprio lavoro di ricerca al termine R&D, Research and Development. Nel caso particolare di quella farmaceutica c’è da chiedersi se il prodotto contro l’Aids del 2004 fosse costoso anche per i Paesi Industrializzati; la notizia Ansa riporta solo che non fosse sostenibile per i Paesi Poveri: peché, dunque, non associare quel prodotto a derrata alimentare, visto che è un genere di prima necessità per i Peasi Poveri, prezioso come il pane?

Idem con patate anche per i macchinari in medicina.
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» 2008-07-29 17:30
Tumori: nuova colonscopia virtuale
La Regione Piemonte investira’ 4, 7 milioni per testarla
684640568.jpg(ANSA) – TORINO, 29 LUG – Per combattere il tumore del colon retto e’ stato messo a punto in Piemonte un nuovo esame diagnostico, la colonscopia virtuale. Realizzarla ha richiesto sei anni di ricerca, e gli studi compiuti dall’Ircc di Candiolo hanno dimostrato la sua grande precisione. La Regione Piemonte investira’ ora 4,7 milioni di euro per testarla. L’obiettivo e’ salvare piu’ persone possibile da una patologia la cui cura costa mediamente al servizio sanitario 30 mila euro a malato.

Fonte.


Come faranno a richiedere questo macchinario quelle regioni che sono in forte deficit?
I cittadini dovranno spostarsi nelle regioni in attivo, o presunte tali, come avviene per coloro che appartengono a ceti alti e medio-alti che sono soliti andarsene all’estero (e trovare che, in realtà, alcune volte sono medici italiani…).

 

Coscienti del bisogno universale della ricercaultima modifica: 2008-11-11T08:38:00+01:00da blog2blog
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