Autonomia scolastica e trasparenza, atto primo

L’assicurazione alla scuola materna pubblica viene sottoscritta dai genitori del bambino, non autonomamente ma su indicazione del dirigente scolastico.
Il dirigente scolastico, questa nuova figura introdotta a sostituire l’antiquato preside, presenza nel territorio del Ministero dell’Istruzione. La nuova figura introduce e replica l’inadeguatezza delle figure manageriali già presenti altrove, come nella ASL ad esempio.
Ai genitori viene fatto recapitare a scuola un foglio con allegato

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il bollettino di pagamento dell’assicurazione. Un veloce sguardo per rendersi conto della trasparenza messa in atto: data della delibera, importo da versare, modalità di versamento sia direttamente alla banca prescelta, il che permette di risparmiare le spese bancarie, sia con bonifico bancario sia con bollettino postale, data entro cui versare il premio assicurativo.

L’oggetto indicato è Oggetto: Comunicazione contributo, a cui segue premio assicurativo obbligatorio.
Non è obbligatorio se le famiglie dei bambini hanno già provveduto a sottoscrivere l’assicurazione per proprio conto, avente le stesse caratteristiche garantite da quelle scolastiche: quali sono le caratteristiche dell’assicurazione garantite da quella stipulata dalla scuola? Ecco dove deve essere presente la trasparenza!
Se le famiglie volessero stipulare un’assicurazione per proprio conto devono necessariamente attenersi almeno a quelle che la scuola prevede, altrimenti il versamento del premio assicurativo di cui all’oggetto è comunque da versare. Trasparenza è allegare uno stampato, allegato alla comunicazione contributo e al bollettino, che riporti la tipologia dell’assicurazione che la scuola intende sottoscrivere per i bambini. Naturalmente, l’obiezione spontanea è: perché non andare alla segreteria della scuola per chiedere quali siano le caratteristiche dell’assicurazione garantite dalla scuola? Ebbene, qui entrano in campo i servizi che la scuola deve offrire: al pari della comunicazione recapitata alle famiglie, che interessa poiché si tratta di riscuotere soldi, affinché queste ultime versino il dovuto (eh sì, proprio lo stesso modo di fare dello Stato…), provvedere una comunicazione che presenti le caratteristiche dell’assicurazione che la scuola intende stipulare.
Si sa, facile a dirsi con tutto il da fare delle segreterie scolastiche e del dirigente scolastico: questi non riescono nemmeno a riempire il modulo con nome e cognome del bambino, la classe e plesso di appartenenza.
Il premio assicurativo è di euro 5,60, diconsi euro cinque/60. L’esiguità della somma da versare non deve far pensare all’inefficacia dell’assicurazione: chiedere una copia del testo che riposta le caratteristiche dell’assicurazione è la cosa da fare…toccherà andare alla sede centrale visto che si tratta di un Istituto Comprensivo…la mattina…quando il lavoro te lo permetterà…le scuole come servizio…mah…
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Un momento: contributo volontario finalizzato a sostenere le spese per il funzionamento generale dei vari plessi.

Ah, ah, scuola privata? Ma no! Nella privata la retta è molto più alta e il servizio è migliore (comparato ai soldi versati…). Allora, il Ministro dell’Itruzione ha ragione che le sedi (non le scuole come entità di istituti comprensivi, più sedi che si sono unite per formare una struttura capace di erogare, pardon…per assicurare l’ottimale impiego delle risorse professionali e strumentali. – art.2,comma 2 del DPR 18 giugno 1998) possono generare sprechi, inefficienze e quindi debbono essere chiuse…
Chissà che cosa succederebbe se le famiglie versassero solo la quota del premio assicurativo. Il plesso chiuderebbe? Le famiglie costrette a portare i loro figli in una sede più lontana? Magari con parcheggi più ampi, dato che questi sono sempre così esigui pur trattandosi di istituzioni pubbliche soggette per prime a rispettare e a mettere in pratica le leggi dello Stato? In fondo euro 9,40 è una cifra irrisoria e in Italia si fa sempre perno sulla comprensione degli altri per sopperire alle proprie inefficienze. Pensate forse che le famiglie non sborsino 10 euro per mantenere una scuola aperta?

Autonomia scolastica e trasparenza, atto primoultima modifica: 2008-11-06T10:07:00+01:00da blog2blog
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