Successo nelle vendite di libri di Dan Brown e Gavin Menzies, danni alla ricerca di verità storiche

________________________

2008-07-29 18:06
Leonardo: storico, copio’ dai cinesi
Si sarebbe ispirato alle ”Enciclopedie tecnologiche”
154688922.jpg(ANSA) – LONDRA, 29 LUG – In un libro fresco di stampa uno storico dilettante britannico da’ del copione a Leonardo da Vinci. A detta di Gavin Menzies il genio rinascimentale disegno’ le sue avveniristiche macchine ispirandosi a ”enciclopedie tecnologiche” portate a Venezia nel 1434 da una flotta cinese. Comandante di sottomarini in pensione, Menzies e’ stato preso molto poco sul serio dagli storici di professione per un suo libro dove sostiene che i cinesi scoprirono l’America.

Fonte.
_________________________________

Leonardo ha copiato sue invenzioni dai cinesi, dice nuovo libro

Reuters – Mar 29 Lug – 10.49

LONDRA (Reuters) – Dopo aver sostenuto nel 2002 che navigatori cinesi hanno scoperto l’America 70 anni prima di Cristoforo Colombo, lo storico per passione Gavin Menzies ha pubblicato un nuovo libro in cui sostiene che Leonardo Da Vinci abbia copiato i suoi disegni di ingegneria da inventori del paese asiatico oggi più popoloso del mondo.
Secondo Menzies, i disegni di Leonardo sarebbero misteriosamente simili agli originali cinesi, tanto da dubitare che derivino proprio da questi.
1957456658.gifUna flotta cinese, ha scritto l’autore britannico, avrebbe portato nel 1434 in Italia delle enciclopedie di tecnologia sconosciute al mondo occidentale, ponendo le basi per le meraviglie di ingegneria — come gli aeroplani — create più avanti dal genio di Leonardo.
“Tutto ciò che era conosciuto dai cinesi nel 1430 è stato portato a Venezia”, ha detto Menzies, un comandante della Marina Reale in pensione, in un’intervista rilasciata nella sua casa a nord di Londra.
Da Venezia — ha continuato Menzies — un ambasciatore cinese si sarebbe recato a Firenze e avrebbe presentato il materiale a papa Eugenio IV.
“Nel mio libro ho scritto che questa è stata la vera scintilla che ha innescato il Rinascimento e che Leonardo e Galileo hanno creato su ciò che è stato portato loro dai cinesi”, ha detto Menzies. “Leonardo principalmente ha ridisegnato tutto quanto in tre dimensioni, il che ha apportato un grande miglioramento”.
Se accettata, la teoria costringerebbe a “una dolorosa rivalutazione della visione eurocentrica della storia”, ha scritto l’autore nel suo libro “1434: the year a magnificent Chinese fleet sailed to Italy and ignited the Renaissance” (“1934: l’anno in cui una magnifica flotta cinese raggiunse l’Italia e innescò il Rinascimento”).
Menzies, 70 anni, ha venduto più di un milione di copie del suo primo libro “1421”, in cui afferma che i navigatori cinesi hanno disegnato una mappa del mondo nei primi anni del 1400, poco prima di abbandonare le attività marinare intorno al globo.

Le sue teorie vengono definite insensate da molti accademici, ma Menzies è molto apprezzato da un grande pubblico di lettori.

Fonte.
_______________________________________

Conta un milione di copie vendute il libro 1421, The Year China Discovered America, che riporta un incredibile elenco di ritrovamenti di mappe e insediamenti sulla terra delle Americhe da parte di navigatori cinesi, ben 70 anni prima.

Certo, essenziale è ignorare ad arte altre fonti a tutto vantaggio di una storia da rendere incredibilmente vera e, soprattutto, sostenibile da parte di un vasto pubblico di lettori, quasi a poggiare sulla memoria di milioni di persone la veridicità di una ipotesi.

I cinesi, quindi, ben 70 anni prima di Cristoforo Colombo; 1421 la scoperta dell’America anziché il 1492, aggiungendo l’ipotesi che sia stato Cristoforo Colombo ad aver addirittura racimolato notizie sull’esistenza di una nuova rotta per le Indie, anziché paventare l’esistenza di un nuovo continente (in verità, non sapremo mai se Cristoforo Colombo avesse voluto proporre le Indie per poter raggiungere un nuovo continente, oppure se il nuovo continente fosse un di più, n.d.r.), attingendo dalle mappe cinesi che sarebbero potute giungere in Europa grazie agli scambi commerciali, peraltro intensissimi, tra Asia ed Europa, oppure dalle mappe dei vichinghi, dai alcuni suoi viaggi nel nord Europa.

Il libro sarebbe divenuto troppo grosso da stampare e, probabilmente, tedioso da leggere se si fosse dovuto tenere in conto anche quanto qui appresso riportato. E poco avvincente, poiché, scartando, a ben vedere, altre ipotesi storiche, parimenti supportate da ritrovamenti datati con certezza, butta a capofitto il lettore all’interno di un’unico racconto da bere interamente senza distrazioni.
_____________________________________

Uno sbarco conteso tra falsi e misteri
Scoperta dell’America. Primato ai Vichinghi.
Le scoperte archeologiche chiave negli anni ’60. Il primo sbarco probabilmente ad opera di Leif Eriksson, figlio di Erik il Rosso.
Le testimonianze archeologiche scoperte negli anni Sessanta In pochi giorni, la mappa che avrebbe dovuto assegnare ad antichi navigatori cinesi il titolo di scopritori dell’America, è miseramente finita nell’archivio dei falsi. Cristoforo Colombo può quindi riposare sugli allori, anche se non fu affatto il primo a metter piede nel Nuovo Mondo. Attorno all’anno 1000, cioè 492 anni prima del Genovese, furono i Vichinghi a sbarcare sulle coste del nord America, ma di questo primato si trovano scarse tracce sui nostri testi di storia, di qualsiasi livello. Inspiegabilmente è una scoperta rifiutata sia dai libri che dal pubblico, quasi fosse un fatto incerto, leggendario. Invece è una scoperta con tutte le carte in regola.
Cinque secoli prima di Colombo
211601455.jpgDell’arrivo dei vichinghi in America vi sono documentazioni scritte confermate da testimonianze archeologiche provenienti da scavi effettuati dal 1961 a Anse-aux-Meadows, sulla costa nordoccidentale di Terranova. Due manoscritti scandinavi del XIII secolo, noti come la «Saga dei Groenlandesi» e la «Saga di Erik il Rosso», raccontano di cinque diverse spedizioni dalla Groenlandia a Vinland («Terra delle viti»). I viaggi, che si svolsero nell’arco di un decennio, furono organizzati da due figli, una figlia e una nuora di Erik il Rosso, il capitano che nel 984 aveva fondato la prima coloniain Groenlandia; i primi quattro furono effettuati con una sola nave, all’ultimo parteciparono due o tre imbarcazioni. I vichinghi provenienti dalla Groenlandia crearono un campo base a Anse-aux-Meadows dove poter svernare e dedicarsi alle esplorazioni verso sud in cerca di legname e minerale di ferro. Gli archeologi che dal 1961 hanno scavato l’insediamento hanno portato alla luce otto costruzioni in pietra, tra cui tre sale in grado di alloggiare 80 persone ciascuna, una fucina, una falegnameria e un’officina per la riparazione delle navi.
Il primo a sbarcare sulla costa americana fu Leif Eriksson, figlio di Erik il Rosso. L’incontro coi nativi fu cruento. I vichinghi uccisero otto indigeni ( skraelings) che dormivano sotto le loro imbarcazioni di pelle; questo provocò la reazione di altri indigeni che attaccarono in forze gli stranieri uccidendo Thorvald, altro figlio di Erik il Rosso. Successivamente vi furono contatti pacifici e scambi (pellicce contro stoffa rossa), ma ben presto ripresero gli scontri. I vichinghi capirono che non era possibile vivere sotto assedio e decisero di tornare in Groenlandia. Ma fu una partenza con armi e bagagli, non una fuga: gli archeologi hanno trovato solo 99 chiodi di ferro spezzati, un chiodo intero, un fuso, uno spillone di bronzo, una perlina di vetro, una pietra abrasiva, qualche pezzetto di legno lavorato e un ferro per lavorare a maglia. Misere cose dimenticate che assegnano la scoperta dell’America ai Vichinghi. Dopo cinque secoli arrivò Colombo, e fu vera scoperta.
Viviano Domenici
03 febbraio 2006
_________________________________
Dunque, i vichinghi appena 500 anni prima di Cristoforo Colombo!

 

Successo nelle vendite di libri di Dan Brown e Gavin Menzies, danni alla ricerca di verità storicheultima modifica: 2008-07-29T15:05:00+02:00da blog2blog
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento