Energia pulita, due facce della stessa medaglia

» 2008-07-23 17:03
Senato: arrivano i pannelli solari
L’obiettivo e’ quello di abbattere sensibilmente la bolletta

 1064890329.jpg(ANSA) – ROMA, 23 LUG – Il Senato diventa ecologico e istalla pannelli solari da un megawatt di energia che consentira’ di abbattere sensibilmente la bolletta. E’ stato firmato un protocollo di intesa con la Gse, il Gestore dei servizi elettrici. I pannelli saranno istallati per 14 mila metri quadrati presso l’area del Trullo (dove si trovano i magazzini in uso al Senato) con il consenso della proprieta’. L’operazione non avra’ alcun onere economico grazie al ricorso dello strumento del project financing.


Fonte.
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Eppure, avrei scommesso sull’installazione di una piccola centrale nucleare.

Sulla questione del nucleare, alcune opinioni: dal premio Nobel C.Rubbia (video, parte 1 e parte 2), da due documenti dall’Università di Pisa (doc.1 e doc.2), dall’odierno ministro in carica per lo sviluppo economico (fonte), dal leader dell’UdC Casini (fonte) e da un geologo/ricercatore del CNR (fonte); infine, il progetto Enel (fonte), le due direzioni degli Stati Uniti secondo Bush (fonte)  e il mercato dell’energia negli USA (fonte 2), l’annuncio della Germania (fonte) e l’energia eolica (fonte).

Avete capito! Per avere chiara la questione del nucleare, occorre studiarselo da sé…almeno per sapere, grazie al proprio e personale know-how, se preoccuparsi degli incidenti nelle centrali nucleari, dovuti a:
1) errori umani (fonte), dal più recente
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» 2008-07-18 18:54
NUCLEARE, NUOVA FUGA IN FRANCIA
997118206.jpg PARIGI- Fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi, “senza impatto sull’ambiente”, sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della Francia. Lo ha reso noto stamane l’Autorithy francese per la sicurezza nucleare.
Il nuovo incidente, mentre non si placano le polemiche intorno alla centrale nucleare di Tricastin, la seconda più grande di Francia dopo quella di Le Hague, teatro 10 giorni fa di un riversamento accidentale di acque usate contenenti uranio nei fiumi vicini, affluenti del Rodano. Sull’impianto e sulle società che lo gestiscono, Socatri e Areva Nc (entrambe filiali del colosso energetico Areva), da giorni piovono critiche da associazioni ambientaliste e autorità di vigilanza. Innanzitutto per la gestione approssimativa dell’incidente, una piccola perdita che a causa di “una catena di disfunzioni ed errori umani”, come la definisce l’Autorità di sicurezza nucleare (Asn), si è trasformata in una contaminazioni ambientale. Tutto è cominciato, secondo la ricostruzione degli ispettori Asn ripresa dal sito d’informazione Mediapart.fr, alle 19 del 7 luglio, quando un allarme ha segnalato un livello di liquido troppo alto in una cisterna di raccolta delle acque usate per la pulitura degli impianti. Secondo gli indicatori, però, tutte le paratie di accesso alla cisterna erano chiuse, quindi i tecnici hanno concluso che l’allarme fosse difettoso e se ne sono disinteressati, senza notare che una paratia difettosa lasciava in realtà filtrare parte dell’acqua. La cisterna ha così continuato a riempirsi fino alle 23, quando una ronda notturna ha notato che traboccava, versando acqua in un bacino di raccolta sottostante.
Niente di grave, se non fosse che il bacino era a sua volta fallato, e il liquido filtrava in un cantiere vicino e da lì nel terreno. Solo alle 4 di mattina, oltre 8 ore dopo il primo allarme, i responsabili hanno realizzato che l’acqua, contenente 12 grammi di uranio per litro, si era riversata nei fiumi circostanti. E solo un’altra ora e mezza dopo l’hanno comunicato alle autorità. Un comportamento che ha spinto l’Asn a chiedere a Socatri, società responsabile dell’impianto, di interromperne subito le attività, e a inviare un verbale d’infrazione alla procura di Carpentras per l’eventuale apertura di un’indagine giudiziaria. Non è però la prima volta che l’Autorità se la prende con Socatri per la gestione delle stazioni di Tricastin. Nel rapporto, datato maggio 2007, sullo stato della sicurezza nucleare e della radioprotezione nella regione Rhone-Alpes, infatti, l’Asn rilevava una serie di “scarti”, ovvero piccoli errori, nel trattamento dei residui di lavorazione, in particolare per quanto riguarda le emissioni di carbonio 14 e tritium (idrogeno radioattivo), superiori ai limiti di legge. “Si trattava di disfunzioni serie, ma non è stato fatto niente – ha commentato Corinne Castanier, presidente della Commissione di ricerca e d’informazione indipendente sulla radioattività (Criirad) – l’Asn è troppo permissiva, sanziona molto raramente i gestori”. E poi c’é il mistero della falda acquifera ‘AEP4’. Secondo i prelievi effettuati negli scorsi giorni dall’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare (Irsn), contiene livelli troppo elevati di uranio, ma data la sua posizione, oltre 2 km a sud dell’impianto di Socatri, la causa non può essere il recente incidente. “Una presenza naturale”, ha sentenziato il direttore aggiunto dell’Irsn Jean-Christophe Gariel, o una “marcatura precedente” delle fonti radioattive. Ma secondo la Criirad, la colpa sarebbe invece di un deposito interrato di scorie provenienti da un vecchio impianto di arricchimento dell’uranio per scopi militari. Una fossa profonda alcuni metri, priva di protezioni stagne, in cui tra il 1966 e il 1976 sono state sepolte 760 tonnellate di barriere usate per separare l’uranio fissile usato nelle armi da quello naturale, contenenti 2 o 3 tonnellate di materiale radioattivo. Un’anomalia segnalata già nel 1998 in un rapporto dell’Alto commissariato all’energia atomica, secondo cui circa 900 kg di uranio erano filtrati dal deposito nel terreno fino alla vicina falda acquifera, di cui era quindi stato disposto il prosciugamento.

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a quelli in passato (fonte),
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È impossibile farne un censimento attendibile. Tuttavia ne riportiamo alcuni tra i più clamorosi.








Kyshtym (Urss, 1957, Ines* 6), un bidone di rifiuti radioattivi prende fuoco ed esplode contaminando migliaia di kmq di terreno.
Sellafield (Gran Bretagna, 1957, Ines 5), un incendio nel reattore genera una nube radioattiva imponente che attraversa l’intera Europa. Sono ufficializzati 300 morti per cause ricondotte all’incidente (malattie, leucemie, tumori), ma il dato è sicuramente sottostimato.
Three Mile Island – Harrisburgh (Usa, 1969, Ines 5), il surriscaldamento del reattore provoca la parziale fusione del nucleo rilasciando nell’atmosfera gas radioattivi. Sono evacuate 3.500 persone.
Chernobyl (Unione Sovietica, 1986, Ines 7), l’incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provoca la fusione del nucleo del reattore e l’esplosione del vapore radioattivo. Si leva una nube pari a 12 milioni di Tbq.
Tokaimura (Giappone, 1999, Ines 4), un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attiva la reazione a catena incontrollata. Tre persone muoiono all’istante, altre 400 sono esposte alle radiazioni.
Sellafield (Gran Bretagna, 2004, Ines 6), 83 mila litri di liquido radioattivo altamente tossico fuoriescono per nove mesi da una condotta rotta, senza che i tecnici se ne accorgano. La centrale viene chiusa.

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2)
esperimenti gratuiti (fonte),
3) calamità naturali (fonte).
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» 2008-07-23 11:23
Cina: verso nuova centrale nucleare
Sorgera’ nel Sichuan, nessun cedimento nel sito dopo terremoto
906232630.jpg (ANSA) – PECHINO, 23 LUG – E’ stato completato il progetto per la prima centrale nucleare della provincia cinese del Sichuan.Lo studio di fattibilita’ sara’ presto sottoposto alla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, come ha riferito il Cina Daily. L’impianto costera’ oltre 2 mld di euro.Gli esperti hanno dichiarato che la struttura geologica del sito e’ solida e non ci sono segni di cedimenti causati dal terremoto del 12 maggio che ha causato quasi 70 mila vittime.

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Perché tuttora non si vira decisamente verso il fotovoltaico (fonte) e l’eolico?

Nel frattempo, accanto ai numeri derivanti da stime statistiche (nel senso che si parla di umanità e non di individualità) che autorizzano queste dichiarazioni, che, generiche e orientate a una sintesi estrema, non chiariscono se la nuova generazione sia la terza o la quarta oppure se l’efficienza comprenda anche l’aggettivo pulita accanto al sostantivo energia,
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» 2008-07-24 11:33
Nucleare: Scajola, troppa enfasi
Incidenti sotto il livello minimo di pericolosita’
 (ANSA) – ROMA, 24 LUG – ‘Questi episodi sono tutti sotto il livello minimo di pericolosita’. Mi domando se questa enfatizzazione non sia eccessiva’, afferma Scajola. Il ministro dello Sviluppo economico commenta l’incidente di alla centrale nucleare di Tricastin. ‘Il piano nucleare del governo – sottolinea – significa grande attenzione alla sicurezza. Useremo centrali di nuova generazione, che sono ancora piu’ efficienti’. ‘La storia delle 340 centrali nucleari del mondo evidenzia come sia il sistema meno pericoloso‘.

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una lettura dei dati scientifici, stilati da Bandazhevskij e da sua moglie, della cartina della contaminazione del territorio italiano a causa del disastro di Chernobyl e, inoltre, del singolare rapporto OMS/AIEA (fonte), non fa certo male (fonte).
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Francia – reattore nucleare di quarta generazione

9 Gennaio 2006 di Amministratore (Fonte.)

Un’ Ansa di qualche giorno fa riporta l’ annuncio fatto da Jacques Chirac (Presidente della Repubblica Francese) sulla volontà della Francia di costruire un prototipo del reattore nucleare di quarta generazione che dovrà entrare in servizio nel 2020 e che sarà (secondo i piani) la generazione di reattori per i decenni 2030-2040 (La fusione nucleare non solo genera più energia ma produce molto meno scorie rispetto agli attuali impianti tradizionali. La Francia attualmente ospita il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) nel sito di Cadarache nel sud del Paese.  Il progetto prevede un budget di spesa di 12 miliardi di dollari ed è una joint venture tra l’Unione Europea, USA, Russia, Giappone, Sud Korea, Cina e India. Questo progetto ha un ottica di 40 anni, se tutto andrà bene l’elettricità ottenuta dalla fusione nucleare sarà disponibile entro il 2045 e secondo l’ENEA, che partecipa al programma, si avranno ricadute industriali avanzatissime.).

La Francia quindi pensa già ben oltre l’ EPR (European pressurized reactor, che è la terza generazione di reattori nucleari), tecnologia che sarà usata nella centrale di Flamanville (che entrerà in funzione tra qualche anno).
Dunque la Francia ha intenzione di continuare a mantere un ruolo di primaria importanza a livello mondiale nel settore nucleare anche nei decenni futuri.
Il reattore nucleare europeo ad acqua pressurizzata, meglio noto con la sigla EPR (European Pressurized Reactor) è un reattore nucleare di III generazione, a fissione, nel quale il raffreddamento e la moderazione dei neutroni vengono ottenuti grazie all’acqua leggera pressurizzata (sottoclasse Pressurized Water Reactor, PWR). È stato progettato e sviluppato principalmente dalla società francese Framatome (Areva NP) per il mercato Europeo, in particolare quello francese dominato dal gruppo EdF ma è prevista la sua esportazione sia sul mercato cinese, dove sono stati già ordinati 2 reattori per il sito Taischan 1 nella provincia del Guangdong, che sul mercato USA nella versione US-EPR, sottoposta alla certificazione del progetto da parte dell’ente di controllo NRC alla fine del 2007.
1491860739.jpgA lato, immagine della centrale nucleare EPR di Olkiluoto, in Finlandia (fonte); la centrale elettrica di Olkiluoto in Finlandia, che inizialmente si prevedeva di mettere in servizio nel 2009, è il primo reattore EPR ad essere costruito nel mondo. La costruzione è uno sforzo congiunto della francese Areva e della tedesca Siemens AG
attraverso la loro sussidiaria comune Areva NP. È previsto per l’impianto un costo di circa 3,2 miliardi di € senza contare le altre strutture logistiche.
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I reattori nucleari di quarta generazione, roadmap grafica.

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Notizia ansa di domenica 24 agosto 2008.

» 2008-08-24 16:22
Nucleare, fermata centrale Spagna
Autorita’: ‘Rogo in generatore elettrico, ok sistemi sicurezza’
175381662.jpg (ANSA) – MADRID, 24 AGO – L’impianto nucleare Vandellos II in Catalogna, nel nord-est della Spagna, e’ stato fermato per un incendio, che e’ stato domato. Secondo le autorita’ spagnole ‘alle 08:49 un incendio e’ divampato nel generatore elettrico, e alle 10:30 e’ stato completamente spento. Tutti i sistemi di sicurezza dell’impianto hanno funzionato come previsto, e ora la centrale e’ ferma e in condizioni stabili’. L’impianto e’ stato costruito nel 1980, la sua autorizzazione scade nel 2010.

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 E che dire dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità?

Energia pulita, due facce della stessa medagliaultima modifica: 2008-07-24T11:39:00+02:00da blog2blog
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