Aiuto dallo Stato: serve lungimiranza, non cecità.

Fonte, 25 nov. 2008 ore 13:00


Fonte

» 2008-11-26 13:01
Tremonti: 1. 070 mln per Social card
Sacconi, carta acquisti identifica gli ultimi degli ultimi
 (ANSA) – ROMA, 26 NOV – La Social card sara’ anonima, costera’ a regime 450 milioni di euro l’anno e riguardera’ 1.300.000 soggetti. Lo annuncia Giulio Tremonti. Illustrando a Palazzo Chigi la Carta per gli Acquisti, il ministro dell’Economia ha precisato che la carta sociale, che parte con una dote di 1.070 milioni di euro, in un primo tempo sara’ sperimentale. Il ministro del Welfare Sacconi ha sottolineato che la Social card si rivolge agli ‘ultimi degli ultimi’.

 


social-security-number-card.gif A  seguire l’assenza di anonimato dell’ultimo censimento ci pensa la social card. L’assenza di nome e cognome sulla social card non implica l’ anonimato. Se qualcuno ha una carta di credito (viene chiamata così in Italia quando in realtà è una carta di debito…) tipo oro oppure platinum, forse chi vende non identificherà il possessore come uno che è strapieno di soldi? Se non ci fosse l’icona sulla carta di credito, il venditore niente potrebbe dire in proposito sulla posizione sociale dell’acquirente, niente neppure se la carta di credito potesse permettere di dilazionare la spesa nel tempo -una carta che diventa ricaricabile a tutti gli effetti telefonando all’istituto emittente per comunicare la cifra mensile di rimborso. La presenza del nome e cognome sulla carta di credito non indica lo stato sociale del possessore nè il tipo di liquidità.
socialcard.jpg

Dalle immagini ci si rende conto che poco importa che ci sia o meno nome e cognome: nella prima l’etichetta Social Security ben identifica il tipo di possessore, individuo protetto socialmente dallo Stato, mentre nella seconda è l’assenza di nome e cognome a identificare il possessore, il poveraccio italiano. Le due carte sono identiche nella funzione e nelle caratteristiche.
Oltretutto, nei negozi non potranno chiedere un documento di riconoscimento per verificarne il possesso: e vorrei ben vedere per soli 40 cartapostepay02s.jpgeuro. Quindi, questa social card si presenta come il denaro contante -beh, contante? Meglio dire …  conpoche…- pagabile al portatore, come era scritto sulle banconote italiane, mentre una carda di credito/debito non lo è. Se la si smarrisce, chiunque sarà in grado di usufruirne, anche per soli 40 euro, a parte la figura di essere additati come poveracci: riescono a spendere subito con le carte di credito smarrite nel giro di pochissimo tempo prima che vengano bloccat, figuriamoci con una carta di soli 40 euro.
Perché non utilizzare delle comunissime carte ricarcabili delle Poste Italiane -la social card porta il logo Poste Italiane- le Postepay, quelle di colore giallo, in modo da camuffare meglio il poveraccio italiano? L’intento sarebbe stato lo stesso con in più la pari dignità tra un poveraccio italiano e un comune possessore di carta Postepay.

Si dice che alla terza settimana del mese molte famiglie sono già al verde: la social card permette di arrivare a fine mese? La social card tampona con soli 40 euro le spese che ci saranno nell’ultima settimana del mese? Se sì, la misura da prendere sarebbe stata quella di aumentare la retribuzione mensile i pensionati con reddito inferiore a 6000 euro lordo di quei 40 euro: la loro dignità sarebbe rimasta intatta, senza che la propria immagine fosse intaccata all’atto della presentazione della social card all’atto dell’acquisto di beni di prima necessità. 

Per 40 euro al mese ci si può far identificare come il povero di turno, come il bisognoso, il poveraccio: forse è meglio risparmiare altri 40 euro al mese e conservare la propria dignità di essere umani. 

450.000.000 euro l’anno diviso per 40 euro e diviso ancora per 12 mesi = 937.500 persone beneficeranno della social card

1.300.000 persone moltiplicato per 40 euro moltiplicato per 12 mesi = 624.000.000 euro l’anno, con già un ammanco di quasi 200 milioni di euro

I beneficiari della social card. Lo Stato interviene a tagliare a pioggia i cosiddetti sprechi, quando deve intervenire discrimina. Come discrimina le famiglie tra quelle che hano figli al sotto dei tre anni e quelle con figli al di sopra dei tre anni, a parità di retribuzione irpef: qual’è la differenza? Lo Stato presuppone che una famiglia con reddito di 6000 euro l’anno con un figlio di 4 anni non abbia diritto a essere protetta socialmente, mentre una famiglia con 6000 euro l’anno con un figlio di 3 anni sì. E’ un pò come successe tempo fa con i bonus erogati alle famiglie che avevano avuto un figlio e poi l’anno successivo a quelle famiglie che avevano avuto un secondo figlio (d’altronde lo Stato era sorretto dal medesimo governo che c’è oggi): qual’era la differenza tra le famiglie con il primo figlio che nasceva in un certo anno e le famiglie con un primo figlio l’anno successivo? E tra quelle con un secondo figlio ma in anni diversi?
Funziona l’Agenzia delle Entrate? Credo di sì: forse non esiste la funzionalità nel loro programmi software per individuare le famiglie, tutte le famiglie che abbiano perso il lavoro, con reddito inferiore a 6000 euro? L’anno prossimo le famiglie che hanno quest’anno figli con età inferiore a tre, avranno figli di 4 anni: usciranni finalmente dalla condizione sociale che li vede destinatari di 40 euro al mese!

Ancora. Ammesso per assurdo che non si spendano tutti i 40 euro al mese, la social card permette di farlo nel mese seguente oppure lo Stato ringrazierà di non averli spesi? O bloccherà la social card?

Infine. Occorre, però, anche far cadere nel vuoto prese di posizione come riporta questa notizia che segue.
Fonte.

Roma, 18:29


CARUSO, CLONEREMO LE SOCIAL CARD DI TREMONTI

“Aspettiamo di vedere questa social card, per capire se e come sia possibile clonarla, per distribuirne non una ma qualche centinaia di tessere ad ogni precario, pensionato, disoccupato. Tremonti, in nome del comune richiamo a Robin Hood, non ci denuncera’ certo per quest’azione di risarcimento sociale”. Lo dice Francesco Caruso, leader no global ed ex parlamentare del Prc, che aggiunge: “Miliardi di euro per le banche e gli speculatori finanziari e solo 40 euro per le famiglie. Il piano anticrisi del governo e’ sconcertante: fiumi di denato pubblico a chi gia’ possiede miliardi di euro e le briciole elargite ai piu’ bisognosi. Al di la’ dei proclami, queste e’ elemosima e non e’ certo con l’elemosina che si risolvono i drammi sociali nel nostro paese: c’e’ piuttosto bisogno di un reddito sociale garantito per tutti i precari e i disoccupati, come gia’ avviene in gran parte dell’Unione europea”.

(26 novembre 2008)

 

Aiuto dallo Stato: serve lungimiranza, non cecità.ultima modifica: 2008-11-25T13:21:00+00:00da blog2blog

Lascia un Commento